venerdì 22 marzo 2013

Nonostante Fukushima ovvero il sudest asiatico, El Dorado dell’industria nucleare


da: Il Sostenibile
di: Francesca Petretto


A poco più di due anni dal disastro di Fukushima, ricordato da numerose manifestazioni anti nucleare in diverse capitali del mondo e celebrazioni commemorative per le vittime in patria, è possibile azzardare un primo bilancio su quanto effettivamente avviene in termini di investimenti in energia atomica nelle principali economie ad Est dell’Europa. Traggo spunto da un articolo letto pochi giorni fa sul quotidiano tedesco “DIE WELT”. Mi ha incuriosito apprendere che, benché nella maggior parte dei paesi occidentali industrializzati la paura generata dal contraccolpo Fukushima abbia costretto i governanti ad un ripensamento in termini di approvvigionamento energetico (che non significa ahinoi rinuncia al nucleare bensì tentativo di integrazione con altre forme di energia e non tanto per rispetto della natura o timore possano ripetersi catastrofi di tale portata, quanto per interesse economico e spesso pura propaganda politica), la domanda di energia atomica nelle grandi economie asiatiche è al contrario in costante crescita, secondo un terribile climax di cui noi occidentali facciamo finta non essere al corrente o sembra non ci accorgiamo affatto. Eppure le notizie che quotidianamente si possono leggere sui media a proposito delle conseguenze delle scellerate politiche energetiche soprattutto di Cina e India ci offrono .......  CONTINUA A LEGGERE

Nessun commento:

Posta un commento