lunedì 4 marzo 2013

Processo Ruby: incastrato Berlusconi e anche Maroni


Mentire in Parlamento, per salvare il padrone; e ce n'è anche per la Polizia. Il PM rimase inascoltato, e ora sbugiarda tutti. Cronaca di come gli imbecilli siano disposti a maneggiare tutto, pur di salvare un delinquente. Berlusconi deve essere sbattuto in carcere e cacciato dal Parlamento. Ora basta!


Ruby, pm Fiorillo: “Sospettai che fosse una prostituta. E Maroni non disse il vero”



di Redazione Il Fatto Quotidiano

“Sospettai che la ragazza facesse la prostituta”. Al processo Ruby è il giorno della testimonianza del pm Anna Maria Fiorillo, decisiva per l’accusa di concussione per cui è imputato Silvio Berlusconi. Fiorillo fornisce la sua ricostruzione di quanto accadde la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, quando la ragazza marocchina fu portata in Questura per un furto. Il pm si è soffermato anche sulle telefonate ricevute dal Commissario Iafrate in quelle ore concitate, affermando di essere rimasta “infastidita” dall’atteggiamento della dirigente della Polizia.  “Quella sera ricevetti numerose telefonate – è il suo racconto – più di quelle poi effettivamente documentate, ma non meno di quattro. Ho viva memoria della prima con l’assistente di polizia Cafaro e di una telefonata col commissario Iafrate. La prima giunse mentre ero a casa di mia madre tra le sette e le nove e mezza. Cafaro mi disse che erano intervenuti in corso Buenos Aires perché una donna, poi identificata in Caterina Pasquino, aveva incontrato in un centro estetico una ragazza che aveva riconosciuto come autrice di un furto ai suoi danni e, per questo, aveva chiamato la polizia”.

SOSPETTAI CHE FOSSE UNA PROSTITUTA – “Cafaro – prosegue il pm – mi disse che c’erano due versioni. La derubata sosteneva di avere incontrato Ruby in discoteca, di averla ospitata a dormire a casa sua e che lei le aveva rubato tremila euro. La minorenne diceva che era da molto tempo a casa della Pasquino, che le pagava l’affitto e che c’erano stati dei dissensi tra loro due. Cafaro aggiunse che era scappata da una comunità siciliana. La ragazza gli disse che per pagare l’affitto faceva la danza del ventre. Sospettai subito che la ragazza facesse la prostituta e diedi disposizioni per collocarla in comunità e che prima venisse fotosegnalata. Era necessario fare luce anche sulla notizia di reato del furto”.

NIPOTE DI MUBARAK? – “Quando il commissario Iafrate mi disse che la Minetti si offriva di prendere in affido Ruby perché era la nipote di Mubarak, rimasi incredula e dissi: “Ma se mi avete detto che è marocchina, tutt’al più è la nipote del re del Marocco…“. Lo ha affermato il pm dei Minori Anna Maria Fiorillo, sentita nel processo Ruby. “Dissi che avrebbero potuto affidarla alla Minetti – è la versione della Fiorillo – solo a due condizioni: che fosse identificata e che ci fossero i documenti chiesti dalla legge per avere titolo a chiedere l’affidamento. Che ci fosse un intervento del Consolato o dell’ambasciata, in mancanza di comunicazioni coi genitori”. 

MARONI DISSE IL FALSO – Quando l’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni “andò in Parlamento a dire che la polizia aveva affidato” a Nicole Minetti la minorenne Ruby “secondo le mie disposizioni” riferì “cose non vere”, ha aggiunto il pm Fiorillo sentita come testimone al processo sul caso Ruby a carico di Silvio Berlusconi, parlando del procedimento aperto nei suoi confronti davanti al Csm. “E’ stato un attacco ala mia onorabilità – ha spiegato il pm – perchè in una situazione simile nessun magistrato avrebbe preso una decisione diversa dalla mia”, cioè la comunità.

Nessun commento:

Posta un commento