venerdì 1 marzo 2013

Prospettive post-elezioni e sputtanamenti dietro l'angolo


Non c'è persona più felice del risultato elettorale di Sua Emittenza. Dato per sconfitto con distacco, è riuscito a monopolizzare l'attenzione grazie ai media e con la boutade della lettera pro-IMU ha raccolto i voti di tanti. Io credo che i sondaggi non abbiano sbagliato solo coi voti del M5S, ma anche con quelli del PDL. E' un dato di fatto confermato anche da queste elezioni, che quando un elettore del PDL risponde a un sondaggio la sua risposta spesso è evasiva, e ciò perché larga parte degli elettori di Berlusconi e compagnia si vergognano di quello che faranno alle urne. Certo, il PDL ha perso il 19% passando dal 44% al 25% circa, e sono milioni di voti, però c'è sempre uno zoccolo duro equamente diviso fra chi non sa quello che fa e chi invece lo sa benissimo. I primi sono quelli che non hanno capito cosa è Berlusconi, e credono a ogni promessa, spaventati dai "comunisti" e dai "populisti" (quando invece il più grande populista mai esistito è proprio re Silvio). Gli altri sono quelli che sanno bene che a Silvio non interessa la guida del paese governando per tutti, e accettano che in Parlamento entrino puttanelle, camorristi, mafiosi, 'ndrini e ciellini. Generalmente essi evadono le tasse e cercano di fare il "chiagne e fotti" di cui si sente parlare spesso.

Berlusconi ora è in stand-by, dietro l'angolo, in attesa che Bersani e Grillo se ne diano di santa ragione per poi accusarli di non aver saputo governare. Non aspetta altro. Ma sta anche tremando, perché sa bene che se Bersani ascolterà la sua base, e soprattutto i più giovani, i cui ideali di rivalsa sociale sono ben vicini agli elettori del M5S più di quanto Bersani e Grillo non dicano (furbescamente), bene, dicevo: se Bersani ascolterà la base allora farà le leggi che tutti aspettano, ad iniziare dal Conflitto di Interessi e la nuova Legge Elettorale, per cancellare finalmente gente come Berlusconi dalle nostre istituzioni e riconsegnare il Diritto di Voto (serio) a noi cittadini.

La palla quindi passa proprio a Bersani e Grillo, e qui si arriva alla querelle di questi giorni. I due non sono certo partiti bene, anzi. Le offese sono tornate a condire il loro già povero linguaggio. Grillo parla di "morto che parla", Bersani invoca il "me lo venga a dire in Parlamento". Da qui non si esce, non si va da nessuna parte. Monti gongola, e con lui Casini, e Napolitano non vede l'ora che venga eletto il nuovo capo dello Stato, per scaricare le patate bollenti a lui. A proposito... Chi sarà eletto? Mistero assoluto. Non circola alcun nome. Pare non sia importante. Il Parlamento più disequilibrato di sempre dovrà elegge il capo dello Stato. Mi tremano le vene ai polsi.

Ieri a Servizio Pubblico Marco Travaglio, che ha deciso di sposare la causa del M5S, ha ripercorso i vari "no" del PD alle vecchie proposte di Grillo (tutte cose vere, io me le ricordo molto bene, perché seguivo bene Grillo da prima di tanti esagitati che lo seguono ora e prendono per oro colato tutto quanto scrive nel blog), tacendo tante altre cose (ognuno tira acqua al suo mulino), ascoltatelo:



Queste cose le sappiamo già, e in larga parte sono condivisibili, però Travaglio non parla delle reali prospettive che ci attendono adesso. Stiamo rischiando l'anarchia: anteprima delle dittature.

Per esempio: che governo ci sarà? Chi si presenterà per il voto di Fiducia? Riusciranno il PD e il M5S a fare quelle leggi che tutti aspettano e di cui parlavo poco sopra?

Il PD ha i voti per ottenere la Fiducia alla Camera, ma al Senato no, e allora la palla passa al M5S. Sono lì per distruggere tutto o sono lì per lavorare davvero? L'occasione è ghiotta: si può far saltare Berlusconi una volta per tutte con una Legge sul Conflitto di Interessi da votare con la Fiducia (per bloccare la montagna di emendamenti che gli sgherri del PDL di sicuro proporrebbero).

A Bersani conviene farlo: recupererebbe buoni giudizi e consensi soprattutto da chi gli ha (giustamente) voltato le spalle col voto del 24-25 scorsi. Ma conviene anche a Grillo, che porterebbe a compimento quella che per lui è da anni una missione, e inizia a far vedere che sa anche dialogare, e non spaccare il sistema per arrivare a comandare solo lui.

Quelli di cui parlo sono due tipi di Fiducia diversi, sia chiaro, e la cosa va ben spiegata, soprattutto ad uso e consumo dei tanti ignoranti indotti che credono alla balla del "Sarebbe un inciucio". Niente di più falso. Spieghiamoci bene. Una cosa è la Fiducia dell'art.94 Cost. e serve per dare il via all'attività di governo. E' un atto necessario che viene dopo la nomina dei presidenti di Camera e Senato, e serve per avviare la Legislatura. Dare la Fiducia serve solo a questo, è infatti un adempimento formale, e non comporta che in seguito che ha votato la Fiducia sia obbligato a votare tutte i Disegni di Legge del governo. Parlare quindi di Inciucio in riferimento a questa cosa è atto di teppismo costituzionale, e segno di grave carenza di principi fondanti la Repubblica. Generalmente chi va contro la Costituzione la vuole forzare, e siamo nell'anticamera della Dittatura: esattamente quello che Berlusconi ha cercato di fare per anni, e che non deve più capitare con nessuno.

L'altra Fiducia invece riguarda la proposizione di Leggi da votare in Parlamento alla Camera e al Senato, e ha la disciplina nei Regolamenti della Camera, del Senato e in una legge del 1988 (la n. 400). Per farla breve, il governo presenta un Disegno di Legge e per evitare un'opposizione tesa a perdere tempo da parte della controparte politica (o anche per compattare la maggioranza), cosa che farebbe per esempio il PDL contro un Disegno di Legge riguardante il Conflitto di Interessi, materia pericolosa per Berlusconi, e pone la questione di Fiducia, e cioé: dare l'OK alla Legge così com'è, senza le discussioni e gli emendamenti. Anche qui non si tratta di fare Inciuci, si tratta solo di approvare una Legge importante.

I governi Berlusconi e l'ultimo di Monti hanno fatto un massiccio ricorso a questo meccanismo della Fiducia, proprio per evitare diuscussioni in Parlamento e lavorare velocemente forzando la democrazia. 

Data l'intransigenza di Grillo al dialogo (vedi la campagna elettorale, senza contradditorio e solo con lui - e non altri, per sempio i candidati - microfono in mano, e tutti ad ascoltare), per lui il ricorso alla Fiducia sarebbe cosa quotidiana, come lo è stata per Berlusconi prima e Monti poi. Di questo ne sono sicuro. Lui vuole arrivare a questo. Ecco perché Grillo non vuole dare il LA ad un governo che non sia il suo, si ritorni alle urne per cercare più voti, e poi forzare la mano con maggioranze più ampie in Parlamento. Quindi questa storia degli Inciuci è una invenzione costruita a regola d'arte, e tutti quelli che hanno accettato di lasciarsi infilare i paraocchi come i ronzini che trainano un calesse, prima di urlare alla "coerenza" dovrebbero prima informarsi, ma bene, e poi riflettere, cioé: farsi una cultura. L'oro colato, l'ipse dixit, sono pericolosi.

Non è quindi assolutamente un Inciucio che si formi un governo a guida Bersani: politico che, ripeto, non mi rappresenta niente, proprio niente, ma è il capo della coalizione che vinto le elezioni alla Camera e che anche al Senato ha preso più voti di tutti e che solo grazie al Porcellum ha meno seggi pur avendo preso più voti.

E' perciò necessario che Bersani rifletta bene su quello che può fare per il bene di tutti, presentarsi dal capo dello Stato con un governo, ricevere l'incarico, prendere la Fiducia da Camera e Senato e lavorare almeno sui punti comuni col M5S, senza farsi abindolare dalle furberie di un Monti-Casini o un Berlusconi-Alfano. Ed è anche necessario che Grillo la smetta di pilotare gli eletti del M5S attraverso il suo blog propinando questa stupidaggine dell'Inciucio. L'occasione è ghiotta, lo ripeto ancora. Mettano allora nero su bianco i punti comuni e migliorino il paese, poi si rivada a votare. Berlusconi è dietro l'angolo, e li attende al varco: ogni errore che faranno sarà materia per fargli dare  addosso dalle sue televisioni e dai suoi giornali.

Un'ultima cosa. Avete visto come ha fatto Grillo per martellare la petizione di Viola Tesi? Facile: è una grillina dell'ultimora e chi ha votato è soprattutto una maggioranza di non grillini. Quindi per Grillo i grillini sono distinti in due categorie: quelli che gli danno retta senza batter ciglio, e lui li definisce i grillini della prima ora, e quelli che non gli danno retta, che vengono marchiati come grillini dell'ultimora. Ecco come si smonta un dissenso interno. Per carità, di sicuro la maggior parte dei votanti la petizione è estraneo al M5S, però se anche voi come me seguite il blog di Grillo, sapete bene che dissenso all'interno del M5S ce n'è parecchio e soprattutto dopo le elezioni. E questa è una notizia importante: non tutti si fanno mettere il paraocchi, e sanno usare la testa secondo la propria coscienza. E' su questi che noi speriamo per il bene del paese.

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