giovedì 14 marzo 2013

Un'opinione su Napolitano (che condivido)


Non ho il minimo rispetto per Napolitano, e l'ho già detto. Non lo merita. Fate come se queste righe che seguono le avessi scritte io.


“Sette anni in Napolitano”

 

da Malpaese


C’è chi pensa, probabilmente la maggioranza degli italiani, che Napolitano sia stato uno dei migliori Presidenti della Repubblica, per i seguenti motivi: è riuscito a tenere in piedi le Istituzioni in un periodo difficilissimo, la scelta di Monti è stata l’autentico capolavoro del suo settennato e piu’ in generale ha svolto nel migliore dei modi il suo ruolo di Capo dello Stato.

Opinioni che rispetto ma non condivido e per spiegare perché non condivido le tesi dei sostenitori di Napolitano riporterò quelle che ritengo 4 tappe   fondamentali del suo settennato.

- Nel 2008 Napolitano firma immediatamente la legge 124/2008 meglio conosciuta come Lodo Alfano. Una legge riconosciuta palesemente incostituzionale direi da tutti. Cosa poteva fare Napolitano ? Rimandarla alle Camere (è una delle attribuzioni presidenziali rinviare alle Camere con messaggio motivato le leggi non promulgate e chiederne una nuova deliberazione, se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata) dando un segnale fortissimo al PDL e a tutta l’opinione pubblica, del tipo: “Questa legge è incostituzionale, modificatela.” Fortunatamente è stata dichiarata incostituzionale con pronuncia della Corte Costituzionale del 7 ottobre 2009 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione (sentenza 262\2009). Questa è stata solo una delle leggi ad personam  firmate immediatamente da Napolitano, leggi che poteva rispedire al mittente perché quello è il suo mestiere, altrimenti che ci sta a fare ?

-Trattativa Stato-mafia, escono alcune intercettazioni indirette e fortuite di conversazioni tra Napolitano e Mancino. Napolitano solleva il conflitto di attribuzione davanti la Corte Costituzionale e la Corte gli da ragione. La trattativa Stato-mafia rappresenta il nodo cruciale di tutta la storia repubblicana, capire come siano andate le cose sarebbe fondamentale per la storia di questo Paese e la Procura di Palermo sta lavorando per fare chiarezza. Penso che i cittadini dovevano e debbano sapere cosa si dicevano Napolitano e Mancino e che un Presidente della Repubblica, anziché nascondersi dietro un conflitto di attribuzione che nel 99,9% dei casi da sempre ragione al Capo dello Stato, visto che a decidere è proprio la Corte costituzionale il cui presidente viene eletto dal Capo dello Stato, aveva l’obbligo morale di chiedere la pubblicazione di quelle conversazioni per eliminare ogni possibile insinuazione.

-Come sappiamo, il Capo dello Stato nomina, dopo le opportune consultazioni e “normalmente” dopo regolari elezioni, il Presidente del Consiglio.  L’operazione Mario Monti, a mio avviso, è stata invece al limite della costituzionalità, Napolitano è andato oltre le attribuzioni e le facoltà del Presidente della Repubblica soprattutto nelle modalità della scelta. Per non parlare del fatto che Monti è stato nominato Senatore a vita dal Capo dello Stato con lo scopo di renderlo  uomo al di sopra delle parti, talmente al di sopra delle parti da candidarsi alle elezioni successive: operazione fallimentare.

-Come ho ricordato in precedenza, molti, compreso il sottoscritto, rimproverano a Napolitano l’eccessiva lentezza di riflessi nei confronti delle tante nefandezze fatte da Berlusconi. Detto delle leggi ad personam,  il vero capolavoro di Napolitano è recentissimo. “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione”. Con questa formula rituale i parlamentari prestano giuramento. Qualche giorno fa, dei parlamentari del PDL, rappresentanti del potere legislativo, hanno manifestato davanti ad un Tribunale dichiarando, di fatto, guerra al potere giudiziario. In qualsiasi altro Paese democratico questi eversori sarebbero stati allontanati dalle forze dell’ordine, denunciati per aver manifestato senza l’autorizzazione della Digos, messi alla gogna mediatica per aver tradito il giuramento e richiamati frettolosamente e vigorosamente all’ordine dal Presidente della Repubblica. Cosa ha fatto invece Napolitano ? Ha scritto una nota tenera tenera nei confronti di gente che da decenni lotta contro il potere giudiziario mettendosi dalla parte dell’eversione.

Una nota che va anche oltre il “cerchiobottismo” : da una parte Napolitano esprime rammarico per la manifestazione, invoca piu’ rispetto per la magistratura e trova inammissibile che qualcuno sospetti che la magistratura voglia far fuori, politicamente, Berlusconi; dall’altra comprende  la preoccupazione del partito “che il suo leader possa partecipare adeguatamente a questa fase politico istituzionale”. Che tradotto dal politichese all’italiano vuol dire che:  la magistratura deve essere indipendente ma è meglio che non metta troppo sotto pressione B e che gli conceda tutti i legittimi impedimenti del caso. O si sta dalla parte dell’eversione o si sta dalla parte delle Istituzioni, questa via di mezzo è invece irritante.

Sarebbe il caso che Napolitano si dimettesse prima della scadenza naturale del suo mandato perchè, proprio in questi delicatissimi mesi, a poco serve al Paese un Capo dello Stato dai poteri limitati (perchè nel semestre bianco). Serve invece un Capo dello Stato nel pieno delle sue funzioni, magari piu’ coraggioso, non sarà difficile trovarne uno migliore.

Gio’ Chianta


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