domenica 28 aprile 2013

Deputato M5S: “Per Casaleggio non facciamo politica. Siamo pedine”


da: Il Fatto Quotidiano

Mimmo Pisano è stato l'unico eletto del Movimento a non assistere al giuramento di Giorgio Napolitano. In un'intervista al Secolo XIX si dice profondamente deluso dai primi due mesi di legislatura dei 5 Stelle che hanno insistito su Rodotà e affossato così l'ipotesi di un governo e di un dialogo col Pd

 

 

Abbiamo fallito”. E’ deluso Girolamo Pisano, detto Mimmo, l’unico eletto 5 Stelle che lunedì non era in Parlamento per il discorso di Giorgio Napolitano. Il deputato, in un’intervista al Secolo XIX, traccia un bilancio negativo nei primi due mesi di legislatura del M5S, tra promesse di cambiamento che rischiano di sfumare e l’occasione “irripetibile” di “potere votare Prodi“. E ancora: “Avevo dato una proposta di governo a Casaleggio. Mi ha risposto che noi non facciamo politica”. E quindi? “Che facciamo qui, le pedine? Di un gioco però, che forse non sappiamo giocare”.

Giudizi tranchant che partono dal dibattito sul Capo dello Stato. Con Prodi, spiega, “avremmo avuto delle garanzie” e “un governo con Rodotà o Zagrebelsky“, e invece no. Il risultato? “Siamo venuti per fare un governo, o no? Perché se, come penso, il nostro scopo era finire all’opposizione, allora hanno vinto quelli che volevano raggiungerlo”.

E anche sul fronte del dialogo col Pd l’esperienza del Movimento fino a oggi non ha portato a casa nessun risultato. Coi democratici il confronto pare essersi affossato perché “abbiamo tirato troppo la corda, finché non ci hanno più parlato”. Pisano, che è andato di persona a parlare coi giovani del Pd, spiega: “Alla fine quando abbiamo detto no a tutto, ancora mi chiedevano: ‘Allora, lo votano Rodotà?’. Io gli dicevo: ‘Non ce la fa’”. E così è stato. E nonostante questo i suoi compagni di Movimento continuavano imperterriti a ripetere il nome del giurista. A fronte della parziale sconfitta a Palazzo, il risultato del Friuli, dunque, non è una sorpresa: “La gente ci chiede di agire: di fare e non solo di disfare. Dovevamo muoverci subito”. Proprio per questo Pisano aveva condiviso una proposta di governo, rimbalzata da Casaleggio. Perché? “Noi non facciamo politica”, gli ha risposto. E il deputato, dunque, si domanda se i parlamentari M5S siano tutte pedine di un gioco. Che, peraltro, non sanno giocare. 
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Questa è la notizia più agghiacciante di tutte, in riferimento a come ragiona chi ha la redini nel MoVimento Cinque Stelle.

L'articolo originale è questo:


Il grillino Pisano: «Abbiamo fallito»

 

Roma - Girolamo, detto Mimmo, Pisano ieri non c’era in Parlamento. L’unico tra i 5 Stelle che non era presente al discorso del Presidente. Lo ha seguito a spezzoni, da casa, a Salerno. Il deputato grillino risponde al telefono. Uno sfogo. 

Pisano, lei è tra chi aveva proposto un dialogo con il Pd, come commenta questo epilogo?
«Dovevamo portare il cambiamento, e il presidente della Repubblica è lo stesso. Nel suo discorso ne ha per tutti i partiti, compreso il Movimento. Ha indicato la strada. Non poteva fare altro». 

Cosa pensa abbiate sbagliato voi del M5S?
«Guardiamo agli obiettivi. Quale era il nostro? Checché ne dica Beppe Grillo lo spirito del M5S è costruttivo. Dovevamo entrare nelle istituzioni per cambiare le cose, e non solo per distruggere i partiti. Se guardo agli obiettivi, il risultato è molto deludente. Ho un figlio di 7 anni. Speravo che fra 5 anni avrebbe trovato un Paese migliore, anche grazie a me. E invece ci tocca sperare nella prossima legislatura. Eppure ci era stata offerta un’occasione forse irripetibile». 

Quale?
«Potevamo votare Prodi, almeno. Come aveva lasciato intendere Grillo. Con Prodi avremmo avuto delle garanzie. Potevamo ottenere un governo con Rodotà o Zagrebelsky. Siamo venuti qui per fare un governo, o no? Perché se, come penso, il nostro scopo era finire all’opposizione, allora hanno vinto quelli che volevano raggiungerlo». 

Lei e Tommaso Currò vi siete fatti portavoce di una visione più aperta alla collaborazione con il Pd. Perché non vi hanno seguito?
«Perché molti hanno i paraocchi. Sono andato io a parlare con i giovani del Pd. Alla fine quando abbiamo detto no a tutto, ancora mi chiedevano “Allora, lo votano Rodotà?”. Io gli dicevo: non ce la fa. Il Pd non è più un partito, votano uno contro l’altro. Abbiamo tirato troppo la corda, finché non ci hanno più parlato. E i nostri, pensando ci fosse ancora un interlocutore disponibile, cosa mi rispondevano in coro? “Ro-do-tà, Ro-do-tà”». 

Ha visto il risultato in Friuli?
«Me lo aspettavo. La gente ci chiede di agire: di fare e non solo di disfare. Dovevamo muoverci subito. Tre settimane fa avevo condiviso con tutti i parlamentari una proposta di governo. L’ho fatta avere anche a Gianroberto Casaleggio. Mi ha risposto: noi non facciamo politica. E allora che facciamo qui? Le pedine? Di un gioco, però, che forse non sappiamo giocare».

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