mercoledì 10 aprile 2013

Epurato un avvocato. Perché? "criticò". Benvenuti nella democrazia a 5 stelle


Beh, il padrone del marchio l'aveva detto: loro sono democratici, se non ci va bene, fuori dai coglioni. Detto, fatto. A farne le spese un avvocato che aveva creduto nel lavoro che poteva fare a favore del movimento, un avvocato che aveva deciso di mettere la sua conoscenza del Diritto a disposizione del movimento, e che era stato assunto fra i collaboratori in Parlamento alla fine di un vero e proprio colloquio con alcuni esponenti del movimento. 

Ma la vera domanda da fare è: è questa la vostra democrazia? No ragazzi, questa non è democrazia. Abbiamo capito da tempo che vi ritenete moralmente superiori a tutti e che siete allergici a ogni dichiarazione non allineata, e per questo state sulle palle a me e a quanti non fanno quei ragionamenti stupidi e semplificati che con furbizia vi sono stati infilati nel dna dallo scaltro dupolio Grillo-Casaleggio.

Scendete dal piedistallo e imparate l'umiltà, il dialogo, e sappiate accettare le critiche: non tutti quelli che ve le fanno (anzi: nessuno fra quelli che ve le fa) sono pagati da qualche partito della ka$tha. Usate buonsenso, cuore e cervello. E basta con queste menate sul considerare "inciucio" ogni cosa che non piace al vostro padrone: fate la figura degli emeriti imbecilli di cui si circondano gli zotici dittatorelli che la Storia ha già consegnato alle fogne.

Piuttosto: Marco Travaglio, che cerca il pelo nel culo a tutti (ma non proprio), ha da dire qualcosa su questa cosa? No, perché l'elenco delle cretinate a 5 stelle di cui non parla si sta allungando velocemente. Se una cosa del genere l'avesse fatta uno qualsiasi dei partiti, avrebbe ululato di gioia e poi sparato a zero. Scommettiamo invece che per questa cosa . . . ?



Opinioni personali su Facebook
Alla Camera licenziato dipendente M5S

 

Massimiliano Cardullo, avvocato, ha scritto una lettera al presidente della Camera Laura Boldrini per chiedere tutela per i lavoratori che lavorano alle dipendenze dei gruppi parlamentari: "Mi hanno licenziato in tronco perché avevo criticato il Movimento"


da Repubblica

ROMA - Le sue competenze professionali non sono bastate a conservargli il posto di lavoro. Le sue opinioni personali, espresse su Facebook, hanno avuto un peso maggiore e gli sono costate care. Così Massimiliano Cardullo, avvocato, è stato cacciato per aver criticato sul social network il Movimento 5 Stelle.

A denunciare l'episodio lo stesso Cardullo, che ha inviato una lettera al presidente della Camera, ai Questori e ai capigruppo, chiedendo che "vigilino a tutela di tutti i lavoratori dei Gruppi parlamentari". Nella sua lunga lettera aperta, Cardullo racconta di aver sostenuto un colloquio, che comprendeva l'esame del curriculum e dei titoli ma anche una prova scritta, il 27 marzo scorso al gruppo del M5S.

"Il colloquio, al quale hanno partecipato il capo dell'ufficio legislativo del gruppo, avvocato Emanuele Montini, e i deputati onorevoli Emanuele Cozzolino, Filippo Gallinella e Arianna Spessotto" ha avuto "esito positivo". Dal giorno successivo Cardullo ha cominciato a lavorare presso il gruppo parlamentare grillino come responsabile delle Commissioni finanze e politiche della Comunità europea.

"Da quel momento, seppur senza nessun contratto né rassicurazioni e certezze sul quantum del mio compenso- scrive Cardullo al presidente della Camera- ed evidentemente rinunciando in fiducia ad altre opportunità lavorative, ho cominciato con abnegazione e professionalità a prestare la mia opera, in alcuni giorni dalle 9 alle 20 come può facilmente accertarsi mediante la verifica all'ingresso di via Uffici del vicario 21, lavorando per il gruppo e ricevendo anche attestati di stima che conservo tra le mie mail".

Poi però, l'8 aprile, gli arrivano prima delle voci informali ("accusato di essere nell'ordine: massone, avvocato colluso con mafiosi e di essere stato candidato in precedenza in una lista civica"). Nel pomeriggio i deputati Manlio Di Stefano e Filippo Gallinella gli comunicano il licenziamento, motivandolo con le critiche al Movimento che avrebbe pubblicato in passato sulla propria pagina di 'Facebook'.

"Certamente - osserva nelle lettera - per chi fa della trasparenza e del merito una propria bandiera allontanare un lavoratore con motivazioni assolutamente generiche sulle sue opinioni personali è quantomeno contraddittorio". "Io - conclude Cardullo - mi appello a Voi non per un interesse personale di chi ha sbagliato a fidarsi della correttezza di rappresentanti delle istituzioni e che oggi si trova con una figlia di due anni senza un lavoro, ma affinché il presidente della Camera, i componenti dell'Ufficio di Presidenza e del Collegio dei Questori esercitino con attenzione e rigore una vigilanza ed un controllo sui gruppi parlamentari a tutela di tutti lavoratori, facendosi garanti che nessuno di essi venga discriminato nell'esercizio del proprio lavoro per nessun motivo, così come statuiscono gli articoli 3 e 4 della nostra Carta Costituzionale".

Lombardi: "Non era dipendente".  Diversa la versione fornita dalla capogruppo alla Camera del M5S, Roberta Lombardi, che replica: "Non era un nostro dipendente. Cardullo è un professionista a partita Iva di cui il gruppo si è avvalso per una settimana e che abbiamo regolarmente pagato". Lombardi, poi, aggiunge di essere venuta a conoscenza solo in seguito che l'avvocato aveva lavorato con Fli: "Era un professionista a partita Iva e dopo averlo incaricato ci siamo accorti che lui aveva lavorato con Futuro e libertà, cosa che ci aveva nascosto - dice-.  E poi sulla pagina Facebook abbiamo scoperto che dal giorno dopo le elezioni, aveva cominciato ad attaccare il Movimento. A quel punto è ovvio che viene a cadere il rapporto fiduciario. Gli abbiamo chiesto di presentare fattura per la settimana di lavoro e abbiamo considerato chiuso il rapporto". Infine, Lombardi spiega di "non aver mai accusato Cardullo di essere un mafioso o un massone. Quelle accuse se le è inventate".

La replica di Cardullo. Non ci sta ad essere accusato di aver mentito e tantomeno di aver attaccato il Movinmento 5 Stelle su Internet l'avvocato che alle parole di Lombardi replica con una nota:  "Rispetto a quanto dichiarato dall'onorevole Lombardi in merito alla mia omissione di aver lavorato per il Gruppo Futuro e Libertà, inoltro la mia mail del 9 marzo 2013 inviata a curricula@movimento5stelle.it con la quale proponevo la mia candidatura a lavorare con il Gruppo Movimento 5 Stelle, allegando il mio curriculum vitae. Curriculum che, tra l'altro, aveva in mano chi mi ha valutato e di cui si è discusso in fase di colloquio, senza che nessuno opponesse dubbi o riserve in merito", scrive Cardullo, nella nota alla stampa alla quale allega il suo CV. "Voglio inoltre precisare che da ben prima di iniziare a lavorare per il Gruppo Movimento 5 Stelle non ho mai mosso critiche al Movimento su Facebook, che, per deontologia professionale, non mi sarei mai permesso di farlo durante il mio rapporto di collaborazione con loro e che, soprattutto - aggiunge -, in sede di colloquio non mi è stato chiesto da nessuno se condividessi le idee del Movimento o quale idee politiche avessi. Smentisco infine che la mia collaborazione dovesse essere occasionale, tanto che dall'Amministrazione del Gruppo mi è stato chiesto di presentare fattura solo dopo la firma del contratto".
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Aggiornamento 11.04:

Il Fatto Quotidiano interviene con solerzia a protezione dell'epurazione, e racconta che questo avvocato aveva difeso qualcuno legato alla Mafia. Penso sia vero, e mi fa ribbrezzo. Però: non è questo il motivo dell'epurazione, neanche lo sapevano gli epuratori, quindi che c'entra?

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