lunedì 15 aprile 2013

Flop primo turno "quirinarie": quanti hanno partecipato?


Il TG di La7 ha mandato in onda un servizio in cui - dopo le consuete accuse di Grillo alla politica (alcune condivisibili) - veniva snocciolato qualche dato sul primo turno delle "quirinarie". Scopriamo quindi che il più votato è stato Gino Strada con 900 preferenze, mentre il decimo, Romano Prodi, ha avuto la bellezza di 39 voti (sic!). Ascoltate qui:



Più di 48 mila votanti potenziali, tali sono i registrati in digitale nel blog di Grillo, ma numeri bassi ai voti, sempre che non siano state votate centinaia anzi migliaia di persone diverse (che ne so: tua nonna, Napo Orso Capo, Ciccio di Nonna Papera o il cassamortaro di Trastevere). Ma pare inverosimile.

E su questa "democrazia diretta" on line Grillo vuole rifondare l'Italia? Su questi (pochi) voti e sulle preferenze (pilotate, vedi più avanti l'uscita di Casaleggio di oggi) si vuole smantellare lo Stato di Diritto e far nascere una cosa nuova? Mi pare di ricordare che l'Italia... forse forse... ah: è una democrazia rappresentativa. Devono quindi essere i parlamentari a decidere per il paese chi sarà il prossimo Capo dello Stato, come recita la Csotituzione, e lo devono fare secondo coscienza, non dietro diktat mascherati da democrazia diretta.

Un altro dato che fa riflettere è che tutti questi nomi di politici nei magnifici dieci delle "quirinarie" nascondono una volontà popolare che Grillo ignora apertamente. L'avete già capito? Pensate a questo: se la possibilità o meno di un voto di fiducia del M5S a Bersani fosse stata messa ai voti, come sarebbe andata? E chissà perché in quel caso la consultazione a 5 stelle non è stata fatta. Non è chiaro allora?

Oggi Grillo si è tirato fuori dal secondo turno delle "quirinarie" (o sarebbe meglio dire: "solitarie"?): scelta obbligata, data la fedina penale che ha, ma al suo posto non è stato promosso un undicesimo (qualcuno scomodo?), ma l'ha mascherata bene: "Io ho deciso di non partecipare alla votazione finale e ringrazio per la stima tutti coloro che hanno fatto il mio nome". Ha deciso lui, sì... Sempre oggi poi Casaleggio dice: "(il presidente) non venga dal mondo politico!" (">VIDEO). Quindi le cose sono due: (1) l'uomo di Gaia sta cercando di influenzare il voto degli iscritti (e cioé quelli che sono certificati in digitale, e hanno messo in mano a Casaleggio i loro dati sensibili), e (2) qualora dovesse spuntarla un Prodi, Imposimato o Bonino (quindi qualcuno proveniente dal mondo della politica), dovremo aspettarci comunicazioni su attacchi di hacker al sito, e quindi una nuova consultazione, o peggio ancora: la chiusura della baracca? Casaleggio e Grillo lo hanno sempre detto: mai accordi con i politici, se no si chiude tutto, tanto il marchio è loro (e chi non è democratico come loro.... fuori dai coglioni).

Tutto ciò getta cattiva luce sulla faccenda "quirinarie", vero paradigma di come funziona la creazione del consenso sulle scelte on line del MoVimento 5 Stelle. E non dimentichiamo che non tutto viene sottoposto a votazioni, come non tutto viene mandato in onda in streaming. Della serie: le regole valgono ogni tanto, quando ci fa comodo, ma non sempre.

Ma a rinfrancare lo spirito (davvero giù) ci pensa Roberta Lombardi, la quale sta riuscendo ultimamente nell'impresa di superare Vito Crimi nella raccolta dell'album delle figurine di M.....a (è una bella lotta, avvincente). La Lombardi infatti ha mostrato che le letture alla Camera della Costituzione sono servite a ben poco, visto che per lei il Capo dello Stato da eleggere può avere anche meno di 50 anni ("basta con questi formalismi", ha poi detto Roberta). Ascoltate:









Per l'onorevole Lombardi, ecco il testo dell'art. 84 Cost, I comma: "Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d'età e goda dei diritti civili e politici."

Due parole infine sulla lotta di Matteo Renzi contro la Cupola del PD sulla scelta del candidato per il Quirinale. Siamo agli insulti, ma la cosa che mi fa più ribbrezzo è che la Finocchiaro davvero non vuole capire che i tempi sono cambiati e che la Cupola se ne deve andare a casa (magari portandosi dietro proprio Matteo Renzi, troppo simile a Berlusconi agli occhi schifati di sempre più gente), e che come non aveva alcun diritto di aspirare alla presidenza di una delle due Camere, non ha ora assolutamente diritto di aspirare a quella della Repubblica. Il vecchio PD deve farsi da parte.

Della serie: cacciata dalla porta, cerca di rientrare dalla finestra. Che schifo.

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