sabato 6 aprile 2013

Lo sfacelo PD e la tentazione PDL: come desidera Grillo


Ho già scritto e lo ribadisco che è grazie al M5S e al suo puntare i piedi (in questo caso li lodo) se alle presidenze di Camera e Senato non ci sono Franceschini e Finocchiaro, esponenti della Cupola in pieno stile ancièn régime che da eoni regge le redini del PD. E quel sollievo oggi ha la sua conferma, l'ennesima, anche se non ce n'era certo il bisogno. Il motivo? Franceschini caldeggia una apertura al PDL per portare avanti questa legislatura, esattamente come pochi giorni fa aveva già affermato Matteo Renzi (e cioé l'infiltrato pidiellino nel centro sinistra).

Bersani fino a oggi si è comportato in maniera apprezzabile: ha cercato il dialogo col M5S (ricevendo prese in giro e secchi no, come padròn Grillo ordina), ha messo alle due presidenze di cui sopra qualcuno di rettitudine morale (la Boldrini), un altro un po' meno (Grasso, sempre meglio di Schifani però), e ha sempre detto che col PDL non vuole fare accordi. Qua bisogna analizzare la cosa sotto due punti di vista.

Sotto il punto di vista istituzionale è stato corretto da parte di Bersani e quindi del PD aprirsi prima al M5S, data la minore lontananza rispetto al PDL di diversi punti dei rispettivi programmi. Il M5S purtroppo ha chiuso la porta, mostrando di infischiarsene di far partire davvero una stagione di riforme; un po' per l'incompetenza dichiarata dei parlamentari, che hanno chiesto i curricula di chi voleva aiutarli a "tradurre le nostre idee in testi normativi", un po' per l'ottusità di chi li comanda a bacchetta e non ha problemi ad arrivare alla fine del mese, essendo milionario, col paese invece che fatica a vivere e infatti gli sta voltando le spalle. Siccome una legislatura deve però partire, perché il paese ha disperato bisogno che il Parlamento lavori e un Governo venga finalmente formato (dato che quello virtualmente in carica, quello di Monti, è rimasto alla finestra e ora sta salutando tutti), istituzionalmente è logico che il PD si giri verso il PDL, e cioé la terza forza attualmente in Parlamento. Una legislatura va avanti con quello che c'è in Parlamento, non con quello che si desiera ci sia, chiaro?

Non mi fraintendete però (io non sono a favore di un accordo PD-PDL), perché sotto il secondo profilo, e cioé quello politico, se ci stava benissimo che il PD si rivolgesse subito al M5S, non ci sta per niente che adesso si rivolga al PDL, data la totale lontananza del PDL dalle reali esigenze del paese e la sua cura unicamente rivolta agli interessi del capo, ma anche quelli personali dei peones che lo circondano (e dei loro grandi elettori).

Spero di essermi espresso bene. Una cosa è valutare l'attività del PD oggi sotto il profilo istituzionale, un'altra invece è farlo sotto quello politico. E quindi sotto il profilo politico è facile indicare come vere e proprie bestemmie queste uscite pro-PDL di Renzi prima (l'unica cosa corretta che ha detto il sindaco di Firenze è che Bersani non doveva permettere a Crimi e al M5S di trattarlo a pesci in faccia), Franceschini poi.

L'idea di Renzi e Franceschini di aprire al PDL è quanto di più sbagliato ci sia per gli interessi del paese, ma è anche un grave errore sotto il profilo strategico. Già: questa apertura è proprio quello cui mira Grillo, per poter dire ancora una volta, anzi urlare "inciucio! sono tutti uguali!" eccetera e continuare a fare caciara per raccogliere ancora più consensi (e chissà quando iniziare a lavorare per legiferare davvero).

Ripeto che l'unica via percorribile è quella di due-tre punti su cui il PD possa lavorare col M5S per poi tornare velocemente al voto (ma con questo cavolo di voto le cose poi cambieranno davvero? forse sì, ma solo a favore del PDL). Se il PD manterrà salde le redini di quel minimo di buonsenso che sta mostrando adesso (cosa fatta raramente in passato), allora farà solo bella figura, e la colpa dello stallo attuale rimarrà (perché adesso lo è, indubbiamente) sulle spalle del M5S: di quei 163 parlamentari che hanno lavorato poco o niente, e del loro leader Grillo (con la Spectre Casaleggio dietro le quinte a sussurrare in "serpentese" - ogni riferimento alla saga della Rowling è puramente voluto e non casuale).

Ai talebani a 5 stelle che di sicuro entreranno a sparare le loro sentenze ("tu sei elettore del PD" ecc.) e condirle con i consueti insulti, gli slogan ben appresi dal quartier generale, preciso ancora una volta che alle scorse elezioni ho votato Ingroia. E aggiungo, ripetendomi: la situazione va valutata ogni volta per quello che è, non in base a quello che vorrebbe essa sia. Se le forze attualmente in Parlamento sono queste, è su questi attuali equilibri che bisogna provare a costruire qualcosa. Della serie: conta la realtà, non il volo pindarico dei propri desideri, soprattutto quando sono ben pilotati da scaltri comunicatori (vedi Berlusconi, ma non solo).

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