martedì 7 maggio 2013

Il CONI impone il minuto di raccoglimento per Andreotti... il mio sarà per Agnese Borsellino


La scusa è che si era adoperato per portare (come poi accadde) le Olimpiadi del 1960 a Roma (più altre amenità). Il CONI quindi impone per questa settimana il minuto di raccoglimento prima di ogni manifestazione sportiva: stadi, palazzetti, ovunque si svolga una manifestazione sportiva, gli sportivi e gli appassionati di sport di tutta Italia dovranno alzarsi a celebrare un condannato (poi dichiarato prescritto) per concorso esterno in associazione mafiosa, e non solo. Oggi Cicchitto, il piduista, ha candidamente dichiarato che "Con Giulio Andreotti muore una personalità che nel bene e nel male ha espresso lo spirito più profondo della Dc. Per lui la mediazione era l'essenza della politica e andava esercitata con tutti, dal Pci, ai grandi gruppi economico finanziari, agli alleati politici, fino anche alla mafia tradizionale, mentre invece condusse una lotta senza quartiere contro quella corleonese (...)".

E noi dovremmo celebrare la dipartita di una persona del genere?

Giovedì sera sarò in un palapsort per una partita di pallacanestro (quarti di finale, playoff Lega A). Credo che rimarrò seduto, e se mi alzerò in piedi darò le spalle al campo, celebrando il minuto di raccoglimento alla memoria di Agnese Borsellino, non certo a quella di Giulio Andreotti.

Auspico che le tifoserie di tutti gli sport facciano altrettanto, magari con qualche striscione di educato commento.


Ecco il vergognoso comunicato dal sito del CONI:


Lo sport italiano piange la scomparsa del senatore a vita Giulio Andreotti. Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, unitamente al Segretario Generale Roberto Fabbricini, alla Giunta e al Consiglio Nazionale, esprime vivo cordoglio per la scomparsa di un uomo dall'alto profilo culturale, punto di riferimento della vita politica del Paese e appassionato sostenitore del movimento agonistico. Andreotti, in qualità di Presidente del Comitato Organizzatore, contribuì in modo determinante al successo della memorabile edizione dei Giochi Olimpici di Roma 1960, unica edizione estiva disputata in Italia. Strenuo difensore dell'autonomia dello sport, Andreotti è stato tra i principali protagonisti della rifondazione post-bellica del CONI e il suo patrimonio di esperienza, competenza e capacità resta un'eredità da valorizzare a fini della crescita dello sport italiano.

Malagò ha invitato le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si disputeranno in Italia a partire da oggi e per tutta la settimana.
Il Presidente del CONI ha infine ricordato con ammirazione la figura di Andreotti. “E’ stato protagonista di una formidabile carriera politica, a prescindere dalle casacche e dai colori.  Il mondo dello sport deve essergli riconoscente perché ne ha sempre difeso l’autonomia, facendo in modo che la bandiera del Comitato Olimpico Nazionale Italiano venisse sventolata con vanto e orgoglio anche nei momenti più difficili. Dimostrò di essere un precursore, legando l’autonomia finanziaria del CONI ai concorsi a pronostico. Grande tifoso di calcio, appassionato di cavalli e curioso di tante discipline, fu Presidente del Comitato Organizzatore di Roma 1960, seguendo da sottosegretario l’accordo per portare i Giochi nella Capitale. Era doveroso disporre un minuto di silenzio per onorarne la memoria”.

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