giovedì 16 maggio 2013

Min.Cul.Pop. e lezioni di Diritto contrarie alla Costituzione. Il Quartier Generale controlla


Il motivo per cui questo parlamentare ha scelto l'anonimato pare evidente: c'è un controllo di chiaro stampo S.S. sui "cittadini". La base parlamentare del partito apre gli occhi, ma la paura di una cacciata tiene "unito" il carrozzone. E infine la "lezione" di Filippo Pittarello della società di Casaleggio, in palese violazione dell'art. 67 Cost. ... la delega, Filippo, c'è: ogni parlamentare eletto a una delle Camere col voto dei cittadini ha ricevuto proprio la delega a partecipare all'attività politica per il bene comune (non nel senso di una delega ad acta, e cioé a fare cose precise, ma una delega generale a curare la res publica), e non è vero che un parlamentare è un semplice portavoce: deve esercitare le sue funzioni secondo coscienza, mica deve essere portavoce/esecutore di un capo scaltro che lo manovra col joystick e decide al posto suo. Bella anche la frecciata a Messora, che ha un compito preciso e agghiacciante in quel postaccio, ed è pagato coi nostri soldi per compierlo.

Questa è l'ennesima prova del fatto che non c'è alcuna forma di democrazia nel Mo' Vi Mento: se non fai quello che vuole il capo "fuori da c.....ni", giusto? Aprite gli occhi, e toglietevi quel bel prosciutto che ci hanno messo sopra gli scaltri manipolatori. I vostri parlamentari sono ridotti al ruolo di pupazzi: un altro esempio in tal senso è la votazione sull'assistenza sanitaria ai compagni omosessuali dei parlamentari (cioé parificarli alle coppie di diritto e di fatto eterosessuali)... siccome i "cittadini" non avevano avuto le dritte dal Quartier Generale su come votare, si sono astenuti dall'usare il proprio cervello per farlo e non hanno detto niente. Più chiaro di così...


Uno doveva tornare a fare il comico, e quindi a fare spettacoli appena dopo le elezioni. Gli altri due dovevano restare in carica solo tre mesi. Altre due promesse non mantenute.

«Controllati e filmati». I metodi di Grillo dividono, Rodotà invece…


Un parlamentare Cinquestelle, che chiede di mantenere l'anonimato, denuncia il controllo esercitato su deputati e senatori dai gruppi di comunicazione e non nasconde l'ascendente del professore su tanti colleghi

di Francesco Maesano

Registratore sì, registratore no. Alla fine il parlamentare Cinquestelle si scioglie ma mette subito in chiaro che il suo non vuole essere uno sfogo. Altro che questione di rimborsi. A Europa parla di un dissenso consapevole che parte dai metodi del Capo e si coagula intorno ai due responsabili della comunicazione installati a Roma dai diarchi del Movimento, Nicola Biondo e Claudio Messora.

Chi sono?
Lo staff di comunicazione è composto da persone scelte da Grillo o Casaleggio. Gli errori sulla comunicazione sono sotto gli occhi di tutti. Più che altro l’impressione è che ci controllino.

Come dei commissari politici?
Ogni tanto filmano le persone presenti alle riunioni.

Anche quando l’altra sera si parlava della diaria?
Si, in particolare mi è stato detto che sono state accese le telecamere proprio quando si è iniziato a discutere su quell’argomento, mentre erano spente quando si trattava di discutere delle indennità.

Come si muovono?
Tirano fuori delle questioni su cui alcune persone sono più sensibili, vuoi per principio vuoi per difesa dei valori costituzionali, per portare allo scoperto determinate persone che presentano spirito critico e trovare pretesti per cacciarle.

La parte più di sinistra?
Beh, di certo la parte di noi che avrebbe appoggiato un governo di centrosinistra, più che altro per scongiurare la riedizione delle larghe intese che, dovendo comporre insieme interessi contrapposti, risulta meno incisiva sugli aspetti più importanti per il Movimento.

Torniamo alla diaria?
Guardi, quando ci siamo riuniti il lunedì la soluzione era già pronta, era già stata presa.

Non si è votato, è vero, ma la decisione è stata presa tutti insieme, dicono dal vostro gruppo.
È stato chiesto chi non fosse d’accordo. Ma così è ovvio che nessuno si senta libero di esprimersi.

Come ha reagito la base nel suo territorio alla querelle sulla diaria?
In molti la trovano una questione singolare oltre ad essere una grossa perdita di tempo.

In effetti il blog di Beppe Grillo sembra perdere qualche colpo nel comunicare il senso delle decisioni prese.
Ma il punto è che anche il blog è stampa di parte e molti dei nostri nella base iniziano a capirlo. Uno dei nostri molto attivo sul territorio mi ha confessato di essere delusissimo e di stare pensando se mollare tutto.

A proposito di mollare, lei ci ha pensato?
Per andare dove?

Mi dica lei.
Guardi, una cosa è prendere i consensi, i voti, incanalare in qualche modo lo scontento, un’altra è proporre un progetto politico serio, un confronto su temi importanti. Non è che alcuni di questi possono essere scartati a priori perché si stanno demandando le decisioni ad un referendum. Gli strumenti di democrazia diretta già esistono e vanno sfruttati quelli che ci sono.

Sullo ius soli questa stessa posizione l’ha espressa lunedì Stefano Rodotà.
Grillo è il buttadentro. Rodotà, pur non essendo organico al Movimento, è una personalità autorevole.

Come lo vedrebbe un progetto politico guidato dal professore?
Un progetto guidato da una persona autorevole potrebbe convogliare anche molte persone del nostro gruppo parlamentare.

Più di trenta?
Penso di sì.

Facciamo un passo indietro. Quando è venuto a trovarvi Grillo con lui c’era anche Filippo Pittarello della Casaleggio&Associati. Se n’è scritto molto, di cosa vi ha parlato?
È venuto a spiegarci l’istituto giuridico della delega.

Cioé?
Ci ha spiegato che noi parlamentari siamo semplici portavoce e non abbiamo nessuna delega. Invece i capigruppo hanno una delega da parte nostra e hanno discrezionalità sulla remissione di alcune decisioni all’assemblea dei parlamentari.

(Contattato da Europa Nicola Biondo ha precisato di non voler smentire le parole di un anonimo)

1 commento:

  1. E questo barbuto parolacciaro parla di Democrazia Diretta e di riportare le buone cose in politica.
    Dia il buon esempio: si faccia da parte, con Casaleggio, lasci il movimento a usare il proprio cervello, e smetta di insultare tutto e tutti... sembra un leghista qualunque.

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