mercoledì 15 maggio 2013

Vittimismo patetico e Blog strapieno di insulti


“Se fanno una cosa simile e ci chiudono il blog – ha concluso Grillo – se ne assumeranno la responsabilità perché noi siamo la democrazia”.


Qureste le parole di Grillo a Barletta, durante un comizio. Niente di più falso e patetico. Ma cos'è successo? Nel maggio del 2012 Grillo, esperto nell'adottare il metodo Boffo di feltriana memoria contro i nemici di turno, spesso della politica (quelli che sono tutti uguali, tutti ladri ecc. come se Vendola fosse come Berlusconi o Di Pietro come Cosentino), se la prese in quella cirostanza contro Napolitano, e subito nel blog l'esercito della parolaccia partì all'attacco. Da qui la denuncia e le indagini della Magistratura con la Forza Pubblica. La Polizia si è presentata in ufficio da Casaleggio, che amministra il Blog (e quindi deve sapere dove sono i server), e gli ha chiesto dove sono i server. La risposta? "Non lo so". Come?

Da far cadere le braccia. Ma come... una grande società, che con ogni click degli utenti si mette in tasca soldi a palate, e tutti gli esperti informatici che vi lavorano non sanno dove sono i server? Sinceramente è patetico: ma pensano seriamente che qualcuno (grillini a parte) gli creda?

Vorrei dire a Grillo che se ci saranno delle condanne (per diffamazione o ingiuria) e se il Blog per un periodo più o meno breve o lungo dovesse venire chiuso, la responsabilità non sarà come vaneggia furbescamente lui della Giustizia, che applica la Legge e la fa rispettare, o della Forza Pubblica che esegue gli atti materiali di questa attività fatta in nome del popolo italiano, la responsabilità sarà: direttamente di quanti hanno ingiuriato e/o diffamato il presidente Napolitano, e indirettamente di chi li sospinge a tali condotte massacrando verbalmente il nemico di turno, che in quel caso fu Napolitano. Sembra di sentir parlare Berlusconi!

Scusate, ma qualcuno di voi lo legge il Blog di Grillo e i commenti degli utenti? Io sì, lo faccio spesso (e siccome uso l'applicazione Ad-Block per il browser non vedo le pubblicità, eheheheh), e ogni volta è la solita storia: che si parta da un presupposto giusto (come capita spesso: la politica è criticabilissima, con tutte le porcherie che ha fatto) o ingiusto, il metodo è sempre lo stesso: si spara a zero per scaldare gli animi, con una violenza verbale che rischia di rasentare l'istigazione a delinquere, e giù subito una marea di commenti, dove tanta ma tanta gente scrive ogni sorta di nefandezze, e dove le ingiurie sono all'ordine del giorno. Peccato poi che vengano cancellati dall'attenta sorveglianza solo i commenti che criticano quanto Grillo dice o fa, mentre insulti e parole forti d'ogni tipo vengono lasciate lì.

E' sempre stato così nel Blog di Grillo, che si erge a moralista del nuovo millennio essendo il più violento (attenzione: verbalmente) di tutti. Ogni tanto poi qualcuno scantona e lui subito corre ai ripari: "ci dissociamo, noi siamo non violenti" ecc.

E poi scatta il vittimismo con parole sempre ben costruite: "noi siamo la democrazia" e simili (quando invece quello che manca nel Blog e nel movimento è una vera forma di democrazia, essendo in esso tutto ben pilotato, e applicando epurazioni o minacce di cacciata a chi dissente, nel Blog e nelle assemblee elettive).

La Legge parla chiaro, e la Magistratura con la Forza Pubblica applicano la stessa per farla rispettare. Lo stesso articolo del Fatto Quotidiano sopra citato poti continua: "Il primo caso citato è quello della blogger condannata a Varese per diffamazione, giudicata responsabile dei commenti dei lettori. Linda Rando colpevole per i contenuti inseriti dagli utenti sul suo forum online si è difesa così: “Ricorreremo in appello anche perché sono convinta di non dover pagare per le parole pronunciate o scritte da una terza persona, che non è nemmeno stata chiamata in causa nel processo”. Altro caso, quello di un blogger che forniva informazioni sul degrado urbano della città di Roma, condannato per istigazione a delinquere: il giudice, dopo che il sito era stato oscurato preventivamente in sede di indagini preliminari, lo ha condannato a nove mesi di reclusione. Sul blog ospitava molti commenti di utenti che si lamentavano dello stesso degrado e anche informazioni su azioni di resistenza civile diretti contro la piaga delle affissioni abusive. A cui però il titolare del blog era del tutto estraneo."

Io sto dalla parte della Legge, e chi ha orecchio da intendere, intenda. E usi il cervello invece di accendere La Cosa.

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