venerdì 28 giugno 2013

Ipse Dixit: alti e bassi dello tsunami di parole (e insulti)


Recentemente, più o meno da quando è iniziata la campagna elettorale che ha portato alle recenti Politiche, i miei rapporti con alcuni amici e conoscenti si sono decisamente inaspriti. Non per colpa mia, che continuo sempre sulla stessa linea, ma a causa dei miei interlocutori, che hanno cambiato casacca grazie al bombardamento del megafono a cinque stelle.

Nell'arco di pochi mesi mi è stata spiegata la politica come se non capissi niente, ed è stato fatto a suon di slogan, populismi, luoghi comuni triti e ritriti e soprattutto a suon di parole anche fin troppo dure, che frequentemente si sono avvicinate all'insulto e in qualche occasione sono state insulti deliberati.

Grillo è riuscito magistralmente in una cosa: ha cambiato la testa a tanta gente. Ma mentre ci sono ottimi aspetti in alcuni suoi discorsi (riportare l'onestà in politica come punto di partenza, con tutto quello che ne consegue - e quindi ad iniziare dalle tante persone che con entusiasmo sono confluite nel movimento), nei suoi stessi discorsi ci sono derive violentissime, che hanno instillato nelle menti deboli di tanti il seme del turpiloquio e del rifiuto di un confronto paritario.

Ho sempre cercato di confrontarmi con tatto, perché l'argomento (e il personaggio) è nuovo alla politica, ma ho sbattuto frequentemente il muso contro un'ottusità e una volgarità estremamente simili a quelle pidielline se non proprio leghiste. Quando mi è andata bene ho scoperto (grazie ai novelli talebani) che "allora vuoi che il PD continui a...", io che il PD alle Politiche non l'ho mai votato e mai lo voterò (a livello locale la questione è diversa, perché il nostro sindaco, del PD, ha fatto tanta buona opera e l'ho votato volentieri). Sono stato accomunato, nella semplificazione del "o con noi (sempre onesti) o con loro (tutti disonesti)" instillato da Grillo nel comune sentire, non solo agli elettori del PD, ma anche a quelli del PDL! Grillo ha messo tutti i partiti nello stesso calderone, tutti i politici nello stesso girone dantesco da lui creato (come se Vendola o Di Pietro fossero come Berlusconi o Previti...), e la gente ci è cascata. Per non parlare dell'altra scaltra semplificazione: i giornalisti sono tutti uguali, sono tutti faziosi, con le gravissime ripercussioni che ha e gli interessi economici neanche tanto nascosti del novello Grande Fratello che le propina.

E la cosa altrettanto grave è che Grillo è riuscito a far entrare nel DNA di tantissima gente l'assioma della propria infallibilità e superiorità morale, che ha prodotto come conseguenza la totale accettazione da parte della base talebana di questo nuovo Corano. Il senso critico è l'aspetto più raro nella base a cinque stelle, proprio come piace al Grande Fratello. Plasmati e condotti alla guerra santa.

Quando - in quelle discussioni - mi è andata male, c'è chi ha scritto che io merito solo "parolacce" per quello che scrivo qui nel blog, e che le mie "argomentazioni sono peregrine". Qualcun altro mi ha detto a chiare lettere "io ti voglio bene ma..", e via con "scrivi cose assurde", "cose da matti", "sei assurdo", "sei un fascista" (!!!!), "scrivi cazzate", "sei fazioso", "scrivi e parli come i giornalisti di Berlusconi"... e quando ho fatto notare a posteriori che queste cose mi erano state dette... chi ha lanciato la pietra ha nascosto la mano, dandomi del bugiardo. Anche irresponsabilità, quindi, nei talebani del nuovo millennio. Una bella Setta, davvero perfetta. Le stesse persone si sono anche sperticate a giustificare alcune volgari e gratuite sparate del loro Kaiser, e questo ha evidenziato la loro faziosità, non certo la mia. Pazienza.

Quando parlo (soprattutto con gli amici) evito sempre di trascendere in questo modo, anche quando il Merito di cui si discute palesa posizioni fortemente contrapposte. Vado ad argomentare, e se alzo i toni non lo faccio per insultare, ma per far capire che certe cose (come il turpiloquio di Grillo, che guarda caso ha ben attechito in giro) sono assolutamente sbagliate. Apriti cielo!

Ovviamente non sto dicendo che i simpatizzanti del movimento sono tutti talebani: c'è qualche limitata isola felice, per fortuna. Però le mie brutte delusioni le ho avute, e bruciano davvero. E in rete, nei commenti agli articoli dei giornali o nei siti e blog che parlano di politica, le aggressioni a suon di insulti sono il pane quotidiano. E' un dato di fatto.

Grillo c'è riuscito: un bel lavaggio del cervello generale il quale, a fronte di diversi buoni concetti (come ho scritto sopra e anche in altre circostanze), ha però avvelenato il dialogo (concetto a Grillo sconosciuto, o forse è conosciuto, ma non gli piace).

Si dice sempre: guarda ai contenuti. Giusto, e io aggiungo: guarda a tutti i contenuti, e ragionaci sopra. Come in questo articolo.



Le parole di Grillo: solo battute?


di Wil Nonleggerlo

La linea di difesa è nota: 'E' un comico e parla così per provocare'. Eppure certe sue sparate, secondo alcuni, finiscono per danneggiare anche il M5S. Specie negli ultimi mesi. Noi ne abbiamo raccolte alcune. Voi diteci cosa ne pensate

Il Parlamento da "bombardare". I sindacati da "chiudere". L'affermazione "totale" del MoVimento. La mafia che non ha "mai strangolato nessuno". Le "buone idee" di Casa Pound. E ora pure i giornalisti da "disciplinare", chiudere in "spazi appositi", fuori dal Palazzo.

Beppe Grillo sarà anche un gran cultore della "democrazia diretta", dell'oramai mitologico "uno vale uno", ma alcune delle dichiarazioni rilasciate negli ultimi anni in materia di diritti civili e di cittadinanza, libertà d'informazione e di pensiero, criminalità organizzata ed estremismi vari - che abbiamo raccolto qui di seguito – fanno sicuramente discutere. "E non venite a rompere i coglioni a me sulla democrazia. Altrimenti, fuori dalle palle!".

Ecco.

Beppe Grillo e la cittadinanza per i figli degli immigrati, 23 gennaio 2012:
"La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi".

Beppe Grillo, comizio 5 Stelle a Palermo, 29 aprile 2012:
"La mafia non ha mai strangolato le proprie vittime, i propri clienti, si limita a prendere il pizzo, un 10%...".

Beppe Grillo ed il diktat catodico, 8 maggio 2012:
"Comunque chi partecipa ai talk show deve sapere che d'ora in poi farà una scelta di campo".

Beppe Grillo, tutti a casa, 1 gennaio 2013:
"Se ne devono andare tutti! Onorevoli disonorati. Facce di bronzo, facce di merda, facce da impuniti! Parassiti, pidocchi, mignatte, zecche. Virus che si spacciano per miracolosi medicinali mentre infettano il corpo della Nazione. Sono come Ceaucescu al balcone, Mussolini nel camion verso la Svizzera vestito da soldato tedesco, Hitler nel bunker di Berlino mentre da ordini a divisioni che non esistono più".

Beppe Grillo e Rai3, 1 gennaio 2013:
"Rai3 disinforma. Deve chiudere".

Beppe Grillo e l'antifascismo, 10 gennaio 2013:
"Se io sono antifascista? Questo è un problema che non mi compete...".

Beppe Grillo e l'estrema destra, 10 gennaio 2013:
"Se un ragazzo di Casa Pound volesse entrare nel nostro Movimento, con in requisiti in regola, non ci sarebbe nessun problema. Che poi hanno pure alcune idee condivisibili".

Beppe Grillo e la democrazia, 12 gennaio 2013:
"Non venite a rompermi i coglioni (a me!) sulla democrazia. Io mi sto stufando. Mi sto arrabbiando. Mi sto arrabbiando seriamente. Abbiamo una guerra da qui alle elezioni. Se c'è qualcuno che reputa che io non sia democratico, che Casaleggio si tenga i soldi, che io sia disonesto, allora prende e va fuori dalle palle. Se ne va. Se ne va dal MoVimento. E se ne andrà dal MoVimento".

Beppe Grillo e l'eliminazione dei sindacati, 18 gennaio 2013:
"Voglio uno Stato con le palle, eliminiamo i sindacati che sono una struttura vecchia come i partiti politici. Non c'è più bisgno dei sindacati".

Beppe Grillo ed il parlamento da bombardare, 2 febbraio 2013:
"La Francia sta bombardando il Mali, ma io lo dico a tutti gli amici musulmani: noi non c'entriamo niente! Se proprio volete mandare qualche missile, vi diamo noi le coordinate, è una cittadina leggermente più a sud di Bologna, carina, è Roma, ed il punto è chirurgico: il Parlamento italiano".

Beppe Grillo, intervistato da Time, 7 marzo 2013:
"Noi non vogliamo il 20, o il 25, o il 30. Noi del Movimento 5 Stelle vogliamo il 100% del Parlamento".

Beppe Grillo e le adozioni gay, 8 aprile 2013:
"Il matrimonio va bene... ma sulle adozioni gay ho dei problemi".

Beppe Grillo ed il processo di Norimberga, 17 aprile 2012:
"Ai partiti dobbiamo fare una piccola Norimberga, al cui termine vedremo quale lavoro socialmente utile fargli fare".

Beppe Grillo ed i giornalisti, 10 maggio 2013:
"Cari giornalisti, state molto attenti adesso, a fare i dossier sulle famiglie, i figli, le mogli, a pubblicare gli indirizzi di casa. Perché faremo altrettanto. Non è un consiglio, è proprio una minaccia".

Beppe Grillo e lo ius soli, 10 maggio 2013:
"La cittadinanza automatica per i figli di immigrati che nascono in Italia? In Europa lo ius soli non è presente. Si fa solo con un referendum, è una cosa che può cambiare la geografia del Paese".

Beppe Grillo, intervistato da La Stampa, 16 maggio 2013:
"Alla fine ne resterà uno solo. Come in Highlander. O noi o il nano".

Beppe Grillo scarica Rodotà e Gabanelli, 1 giugno 2013:
"Io non dimentico niente. Un giorno gli faremo un culo così. Faremo i conti con i Floris e i Ballarò ma anche con il Rodotà e la Gabanelli, quelli che ci si sono rivoltati contro".

Beppe Grillo in comizio, 4 giugno 2013:
"Oscurate la telecamera di Piazzapulita! Prendete quel cartello, e mettetelo davanti al cameraman. Vermigli (Formigli, ndr), perché non fai un servizio sulla tua televisione?".

Beppe Grillo ed il parlamento da chiudere, 7 giugno 2013:
"Il Parlamento ha ancora un senso? Va riformato, abolito? Una cosa è certa, oggi non serve praticamente a nulla. E' un simulacro, un monumento ai caduti, la tomba maleodorante della Seconda Repubblica".

Beppe Grillo ed i giornalisti Rai, 22 giugno 2013:
"Vespa, Floris, Formigli, Berlinguer: pentitevi! Siete delle pedine di una dittatura che non usa le pallottole, ma la denigrazione, la diffamazione".

Beppe Grillo ed i giornalisti da "disciplinare", 25 giugno 2013:
"Taci, il giornalista ti ascolta! Si nascondono ovunque. L'unica difesa è il silenzio, il linguaggio dei segni. I giornalisti non possono infestare Camera e Senato e muoversi a loro piacimento. Vanno disciplinati in spazi appositi, esterni al Palazzo".

1 commento:

  1. Cose buone (non tante) nel programma del movimento.
    Antidemocraticità di Casaleggio e Grillo.
    Poca asperienza degli Onorevoli (Cittadini non va bene).

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