mercoledì 20 novembre 2013

Cleopatra e la Gallura. 18 e 19 novembre 2013 (con HD-video)


Ciao a tutti,

e GRAZIE per le telefonate e gli sms con cui diversi di voi prima hanno chiesto "come state" e poi più avanti "mi dispiace".

Lunedì, avantieri, le previsioni del tempo davano pioggia e poco vento di scirocco, con abbassamento della temperatura per ieri, martedì, il giorno dopo. Non avendo letto niente di specifico circa un'allerta ciclone mi sono messo in viaggio.

Ciclone: sono abituato a vedere immagini nei TG e video in rete con venti oltre i 100 km orari. I venti qui non erano così forti, lo dico subito, e aggiungo: meno male.

Acchiappate su googlemaps le strade del nord Sardegna e salite in macchina con me.

Lunedì ho fatto il pieno alla macchina di buon mattino, a Sassari, in Via Milano (parte alta della città) ho visto un po' di schiarita a nord verso Porto Torres e nuvole sulla mia città in aumento: grigie, basse e cariche di acqua. Sono partito appena dopo le 9:00 o forse anche prima, e ho imboccato dalla statale 131 lo scorrimento veloce verso Tempio Pausania.

Niente pioggia fino al tratto di strada prossimo al bivio per Laerru, dove causa acqua la visibilità era di una ventina di metri, con un po' di vento (ma non forte).

Più o meno alle 10:00 sono passato per Tempio, dove pioveva ancora più forte e subito ho preso la SS 133 per andare a Palau. Qui ho visto le strade già sporche di fango, con qualche ramo spezzato ai lati della carreggiata, ma era tutto ok, guidabilissimo.

Arrivo a Palau: pioviggina, mi imbarco al volo sul traghetto per La Maddalena bisticciando con il tipo che strappa i biglietti (erano molto nervosi per via del tempo).

Sbarco alla Maddalena dopo mezzora e si scatena la tregenda, sono circa le 12:00. Dovete sapere che l'isola è tutta in pendenza (una versione meno scoscesa dei quartieri che si affacciano sul porto a Genova) quindi le strade accoglievano l'acqua che colava giù dalle colline e la buttavano giù fino al porto.

Il momento più brutto è stato nel dopo pranzo: fra le 15:00 e le 17:00 sono saltati molti tombini. Non ce la facevano... già sgorgavano acqua dai fori per spruzzi alti 10cm, ma alcuni sono proprio saltati in alto di una trentina di cm e sono rimasti per strada, col primo spruzzo di acqua sporca alto un metro. Le fogne non ce la facevano, quindi il livello dell'acqua ha raggiunto in alcuni punti i 30 cm. Sono rimasto fermo in Via Magnaghi per mezzora, a vedere le auto dell'Enel e pochi altri temerari volare da una parte all'altra. Ha pure grandinato.

Mi sono imbarcato di nuovo verso Palau attorno alle 17:30 nell'unico raro momento di quiete. Dal traghetto si vedeva Palau illuminata dai flash dei fulmini. Sbarcato, mi metto in moto verso Olbia (la strada va verso Arzachena e da lì a Olbia: la SP 115, molto stretta). Il sole è tramontato, i fulmini illuminano a tratti il paesaggio: gli alberi si muovono al ritmo delle folate.

Visibilità 10 metri. Il vento è salito di intensità e la pioggia ora viene giù in diagonale: arrivando dal sud - lo scirocco - ce l'ho in faccia. Ai lati delle ruote si solleva l'acqua (come se fossi in motoscafo) fino all'altezza del finestrino. Viaggio fra i 40kmh e i 50, in certi tratti più lento, accodandomi a una vecchia Panda. Incrociamo un enorme autosnodato e gli spruzzi sollevati dalle sue grandi ruote sono più alti della mia auto (una Ford KA) quindi l'onda mi arriva addosso. I tergicristalli sono al massimo e va via tutto in un secondo.

La strada sale verso Arzachena sul crinale delle colline: dai lati della strada ogni 20 metri scendono cascate di acqua marrone che portano già sassi, rami, cespugli e animali morti (qualche volpe, cani e gatti: pochi però, e vi giuro che non è per niente bello vederli appoggiati sul fianco, già annegati). Siccome la strada fa schifo, ci sono frequenti avvallamenti in cui le pozze sono sopra i 30cm, ed è un festival di spruzzi sollevati dalle ruote, con docce annesse quando si incrocia qualcuno.

Scollino e scendo verso Arzachena: è quasi tutta al buio, e si vedono i fari delle auto e le luci rosse dei freni intasare le vie del paese sin dall'ingresso. Non entro: meglio passare per la circonvallazione che piega a destra e riprende la strada dopo il centro abitato. TUTTA la circonvallazione ha almeno (nei punti migliori) 10cm di acqua. E' come navigare in un laghetto, e riesco a capire qual è la strada solo perché ci sono i paletti della segnaletica verticale ai lati della stessa: catarifrangenti rossi a destra, bianchi a sinistra. Dalla rotatoria riprendo la strada per Olbia.

Solito scenario di cascatelle piene di tutto. Ai lati della carreggiata qui ci sono anche grandi massi venuti giù, ma per fortuna nessuno è in mezzo strada. Pianissimo arrivo alla fine della discesa: nei punti di massima pendenza la macchina pattina/galleggia almeno una decina di volte per pochi istanti ma si risiede sull'asfalto subito, quindi non vado fuori strada: andando piano il rischio è bassissimo.

Alla fine della discesa c'è la rotatoria che porta a sinistra verso Porto Rotondo e dritto verso Olbia, vado dritto e sono giusto pochi chilometri verso l'ingresso di Olbia alta: Via Aldo Moro. In questi 3-4 chilometri di periferia la situazione è questa: un lago. A sinistra un rifornitore di benzina che sembra un porto, a destra le cascate dalla collina. L'acqua è alta anche 30cm, piove da matti, vedo le onde di acqua andare da parte a parte, scontrarsi. Camion di traverso sulla sinistra, auto con le 4 frecce, la mia auto galleggia per 5 metri (sento che sotto... gluglugluglu come quando si va in barca) e si risiede sull'asfalto dopo aver superato un punto in cui c'erano forse anche 60cm (avvallamento della strada), qualche filo d'acqua - pochissima roba, qualche goccia - entra nell'abitacolo dalle feritoie degli sportelli ma smette subito.

Entro a Olbia in Via Aldo Moro: è in pendenza e si porta giù l'acqua. Ci sono dei cassonetti in mezzo strada, le auto ci girano attorno, nessuno scende a spostarli perché piove troppo. Arrivo a casa di parenti (zona parco Fausto Noce) e parcheggio: 5cm di stagno per terra. Non posso ripartire, mi devo fermare per la notte. E chi si fida?

Ceno. Le linee telefoniche sono intasate: non riesco a parlare per più di 10 secondi con la mia compagna o coi miedi genitori, ripiego su sms e whatsapp.

Alle 21:00 si sentono le urla da fuori: Olbia - mi raccontano - è attraversata da 5 bacini di acqua. Quello che passa al centro storico, in parte sotto le abitazioni, è l'unico che non da mai problemi, perché chi costruì decenni fa (fate anche un secolo se non di più) non alterò la via delle acque. Anche le rovine romane non hanno mai problemi, chissà perché. Gli altri bacini invece erano stati deviati: l'acqua adesso però riprende il suo corso, quindi esonda e viene fuori allargandosi dappertutto.

Perché? Uno dei dirimpettai ha parenti nella protezione civile (lui è stato anche volontario): pare (così sento dire) che alla diga del fiume Liscia (costruita da decenni e mai collaudata ufficialmente) sia stato raggiunto in tempo record e superato il livello di guardia e allora hanno aperto "con moderazione" i bocchettoni per far defluire. Quell'acqua è finita nei bacini di Olbia. Lo scirocco riporta il mare dentro i bacini, e la massa di acqua si sposta verso l'interno. Le fogne saltano e c'è una puzza tremenda. L'acqua è giallo-marrone.

Nella via dei miei parenti l'acqua risale dalla parte bassa a piccole onde e allaga tutto: 10cm, 20 cm, 30 cm, inizia ad entrare nelle case, allaga garages, seminterrati. Noi siamo fortunati: un gradino più alto, provvidenzialmente costruito anni fa, fa il suo dovere. Più giù nella via una BMW si spegne: vanno a prenderli (il giorno dopo era ancora lì, di sbieco). "Neanche l'alluvione del 1978 era stata così", sento dire da un balcone vicino.

Arrivano notizie tramite cellulare da parenti e amici sparsi in città. Nella parte più bassa di Olbia l'acqua entra al piano terra delle case passando dagli spifferi delle porte e anche... delle finestre del piano terra (fate conto voi quanto è salita). Chi ha un primo piano ci sale. Chi non ce l'ha va sui tetti.

Le voci che sentiamo dal balcone sono queste: un metro d'acqua nella parte bassa della città, gente annegata dappertutto, gommoni della protezione civile che portano in salvo famiglie. Un asilo a metà pomeriggio è stato fatto sfollare 10 minuti prima della piena: 12 bambini salvi per merito di una telefonata di non si sa chi.

Alle 22:00 smette di piovere, alle 23:00 inizia a scemare. Molto piano.

Chi ha una jeep o un SUV va in giro a raccogliere i pedoni. Quasi sotto casa nostra una ragazza in ipotermia è presa AL VOLO da due tipi in una jeep. Di fronte nei garages e seminterrato della casetta ci sono 2 metri d'acqua. Mobilia nuova, comprata ad agosto, rovinata.

Alle 2 di notte sono ancora sveglio.
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Martedì mattina non c'è da lavorare. Esco con una zia per delle commissioni: uffici, negozi e bar al piano terra dei palazzi sono occupati da gente con mazze, secchi e scope. Chi ha un pompa idrica dopo averla usata la presta a vicini e parenti.

1/3 della città ha ancora acqua stagnante, ma più bassa. C'è il sole. Due vie di accesso a Olbia sono chiuse: in una è crollata una rampa di accesso (così dicono), in un'altra (Corso Vittorio Veneto) la strada è implosa, e c'è una voragine. Becco un vigile del fuoco in un bar e gli parlo di quando facevo il volontario 118 e protezione civile a SS, gli chiedo se hanno bisogno di aiuto, se hanno una divisa in più. Mi offre il caffé e mi dice che non dorme da 36 ore, che hanno chiamato tutti i volontari e non hanno neanche uno stivaletto di gomma da darmi per aiutarli. "Torni a Sassari". Mi guardo: sono in abito. Non viene bene mettersi nel fango così.

Via Roma, dall'ingresso di Olbia (zona ex Tribunale) fino al centro storico, è tutta una fila ferma in ingresso: sono vari chilometri. Tutti fermi. In città altri due ponti di raccordo son bloccati: stanno dragando. Il sottopassaggio che porta all'Isola Bianca vicino al porto è stato pieno di acqua fino al soffitto, dicono per strada, ora stanno pompando fuori tutto. I canali non erano stati puliti dalle canne di bambù accumulate. In tanti si lamentano, giustamente, che i soldi per le sagre qui e nei paesini circostanti (alcuni dei quali isolati) li stanziano sempre: bisogna fare bella figura col popolino... "panem et circenses". I soldi per le messe in sicurezza no. E vaffanculo a quelli che hanno progettato interi quartieri pensando che deviare un corso d'acqua bastasse a salvare tutto: hanno sbagliato, l'acqua si è ripresa il suo corso naturale. E vaffanculo anche ai politici di turno che nel corso degli anni hanno approvato tutti quei progetti senza battere ciglio. Vaffanculo anche a voi, chissà se ci avete guadagnato.

Le vie di Olbia sono piene di muri crollati, mobili e materassi messi ad asciugare al sole davanti alle abitazioni, garages e sottoscala ancora allagati. Enel, Vigili del Fuoco e Forza Pubblica sono dappertutto. Attorno a Olbia è come una grande risaia marrone.

Arrivano le notizie dei morti: le trovate su tutti i giornali e TG. E il governatore Cappellacci si ha fatto un giro in elicottero twittando le foto del disastro nel Campidano. Poi arriva Gabrielli e infine il ministro Mauro e Letta: stanziati 20 milioni... per fare le noccioline.

Alle 16:30 riparto per Sassari, alle 18:00 sono a casa.


Ecco un video che raccoglie alcuni piccoli spezzoni di quello che ho visto. In certe situazioni non mi sono fidato: meglio stare con entrambe le mani ben salde sul volante.



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