giovedì 28 novembre 2013

Olbia 9 giorni dopo Cleopatra (HD-video)


Un breve recap dopo quello della settimana scorsa. Ho fatto lo stesso percorso: La Maddalena (tutto a posto), poi Arzachena e infine Olbia. Ad Arzachena chissà perché il grande bacino nella parte bassa del paese era quasi perfetto: via le piante, le canne, i detriti e tutta quella mondezza che lo ha tappato. Le case attorno ad esso mostrano ancora i segni della marea di fango: tanta roba messa al sole ad asciugare, cumuli di macerie nei giardini.

Olbia si sta rifacendo il trucco (almeno fuori, poi all'interno delle case la cosa è diversa): le strade sono quasi tutte a posto. Il fango è stato spalato via, i bacini sono stati bonificati e l'acqua finalmente corre via tranquilla, insomma... Chi aveva da pulire scantinati, cantine, garages ecc. ha trovato l'aiuto di tanti volontari arrivati da tutta la provincia e anche da quella di Sassari. I detriti e le macerie sono stati accatastati in alcune zone, in attesa di smaltimento vero e proprio. Le due più grandi aree di raccolta sono l'ampio prato di Via Salvatore Petta e l'area alla fine di Corso Vittorio Veneto, in Loc. Isticadeddu, dove più avanti è crollata la strada. Parlo con uno degli autisti della De Vizia Transfer: "Stiamo facendo turni di 13 ore, c'è sempre qualcosa da trasportare. Non abbiamo pause. E' da martedì che è così".

Il mio video riguarda queste tre zone. Le macerie in alcuni ammassi superano i 5 metri di altezza, e le ruspe sono continuamente al lavoro per sistemare bene i cumuli. Ogni 4-5 minuti arriva un camion e scarica qualcosa: mobili rotti, materassi inzuppati e squarciati, piante sradicate dalla foga dell'acqua... e si inizia a sentire un po' di puzza. Le aree sono ovviamente chiuse da fasce di reticolato arancione e ci sono vari cartelli con l'ordinanza firmata dal sindaco Giovannelli, uno che assieme al precedente sindaco Nizzi ha solo da sudare freddo dato che a Tempio sono scattate le indagini.



Già, le indagini: massimo riserbo sui nomi iscritti nel Registro degli Indagati, ma bene o male si sa dove andrà a parare: le responsabilità sono anzitutto di chi aveva preparato e firmato i progetti di costruzione di tutte quelle case, in barba a un Piano Regolatore farlocco e in barba alle più comuni cautele: 18 (e non 5) bacini idrici attravresano Olbia! Poi i responsabili sono fra quelli che avevano messo la firma su questi progetti autorizzandoli, come fra quanti invece avevano accettato costruzioni abusive scrivendo e firmandone le sanatorie. E qui si parla di sindaci, assessori e responsabili degli uffici tecnici. Mazzette? E chi lo sa. Di sicuro i grandi elettori vanno ringraziati, o no?

La cosa schifosa è che le potenti mani del delinquente di turno hanno fatto sparire uno dei fascicoli: quello del ponte crollato verso Telti. VERGOGNA!

A Olbia la cosa più urgente da sistemare è assolutamente ignorata dal Comune, Abbanoa ecc. Mi riferiusco ai depuratori dell'acqua che arriva nelle case: essi sono circa una ventina e sono tutti scassati. Non ne funziona uno. Usare l'acqua del rubinetto per lavare la frutta e la verdura, cucinare la pasta o fare il caffé è estremamente pericoloso, come lo è anche lavarsi i denti. E allora via con l'uso massiccio di acqua in bottiglia. L'ho fatto io stesso in questi ultimi due giorni.

Insomma: li riparate questi depuratori sì o no? Volete un'epidemia?

Poi ho sentito altre storie che mi hanno lasciato di sasso. Ai centri di raccolta e distribuzione cibo e vestiti si sono presentate tante persone che non avevano alcun bisogno di aiuto, e sono andate via con carrelli pieni di roba. Infatti adesso gli operatori stanno prendendo le generalità di chi si rivolge a loro, e si stanno facendo delle verifiche. La storia più strana riguarda un gruppo abbastanza numeroso di senegalesi, i quali sono andati uno ad uno ai centri di raccolta di abiti e hanno chiesto e ottenuto 4-5 giubbotti a testa. La processione è andata avanti a cadenze millimetriche per alcune ore, poi gli addetti alla distribuzione si sono insospettiti e hanno chiamato i Carabinieri. I controlli hanno evidenziato in alcune case dei centri raccolta (furba): quasi tutti gli abiti accatastati e non utilizzati né dati a connazionali o altri. Pare che anche dei rumeni abbiano avuto la stessa idea.

Sottolineo: questo è quanto hanno raccontato alcuni degli addetti alla distribuzione.

I lavori per sistemare strade e ponti crollati ovviamente non partono: quegli appalti fanno gola a tanti e quindi c'è un po' di confusione. Aggiungiamo anche che coi 20 milioni (più quei - credo - 5 della Regione) non è che si possa fare chissà cosa.

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