venerdì 13 dicembre 2013

Finanziamenti ai partiti. Una riflessione e una provocazione


Poco tempo fa il procuratore della Corte dei Conti ha sollevato la questione di legittimità costituzionale delle leggi che a partire dal 1997 hanno re-introdotto il finanziamento pubblico ai partiti, asserendo che la volontà popolare espressasi col referendum del 1993 era stata sovvertita. Raffaele De Dominicis ha detto che tali norme "sono da ritenersi apertamente elusive e manipolative del risultato referendario, e quindi materialmente ripristinatorie di norme abrogate".

Ok, anche lui cavalca questa battaglia. Lo fa oggi, solo oggi, anzi l'ha fatto due settimane fa. A seguito delle ripetute raffiche di Beppe Grillo, in questi due giorni gli sono andati dietro a rotta di collo prima Renzi (era questa la sorpresina per Grillo che aveva in mente?) e poi Letta, col decreto sventolato stamane, grazie al quale si introduce anche l’obbligo della certificazione esterna dei bilanci dei partiti politici (era ora).

Siamo tutti contenti. Tutti? Non Grillo (scavalcato) che rilancia e vuole la restituzione di 45 milioni percepiti dopo le elezioni della scorsa primavera. In realtà non è che viene troncato tutto e subito, ma ci sarà una diminuzione progressiva che si completerà nel 2017.

A volte credo di vivere in un mondo alieno, tanto mi rendo conto di quanto sia stupida larga parte della collettività. Cerco di spiegarmi.

Prima cosa. Volete tagliare tutto? Allora tagliate davvero tutto. Per esempio: tagliate anche i contributi che Camera e Senato versano ai gruppi parlamentari. A questi non ha rinunciato nessuno, neanche Grillo e il suo Movimento. Lo sapevate? Anzi, Grillo non solo li ha accettati, ma un anno fa ha fatto firmare a chi si candidava un documento di delega a lui per la gestione di questi fondi. Allora la questione è: sono circa 57 i milioni fra Camera e Senato che passano dalle casse dello Stato ai partiti e al M5S per questa forma. Perché non tagliare anche questi? Non c'è differenza: sono soldi pubblici che vanno nelle casse dei partiti e del Movimento. Quindi Grillo meno prese in giro, per cortesia. E meno prese in giro anche dal PD e dal PDL, che ora per bocca di Letta e Alfano si gloriano di questo Decreto quando per anni i soldi li hanno percepiti, e quando sanno benissimo che quei contributi ai gruppi parlamentari se li beccano anche i loro partiti. Giusto per chiarire che sono tutti un po' parac...i, perché di questa cosa non danno notizia.

Seconda cosa. La politica costa... Se tagliate il finanziamento ai partiti chi la fa la politica? Semplice: chi maneggia soldi. Un Berlusconi o qualunque altro riccone di turno, un Grillo che ha i proventi dei click - numerosissimi - al sito del M5S che è suo, o ancora qualche homo novus che anche se non ha soldi se si appoggia a qualche lobby economica forte, o se trova l'appoggio della criminalità organizzata (ricchissima, come sappiamo) può "scendere in campo".  Figuriamoci se le lobbies economiche e la criminalità organizzata non sfrutteranno questa opportunità, cercando o creando nuovi referenti.

Questi sono i motivi per cui chi sta ascoltando solo le fanfare del "tagliamo tutto" deve riflettere. Già: non è vero che si vuole tagliare tutto (non lo vuole neanche Grillo, altrimenti avrebbe rifiutato anche i soldi dati ai gruppi parlamentari alla Camera e al Senato); non è vero che questo Decreto di Letta taglia tutto (da qui al 2017 soldi ne gireranno ancora parecchi); non è vero che se si tagliasse tutto chiunque potrebbe fare politica, perché per farla ci vogliono soldi... per farsi sentire, ascoltare, ci vogliono soldi. Deve passare tutto per l'autofinanziamento? urlano le fanfare. Ok, ma si rischia quello che ho scritto sopra.

Ma ci avete mai pensato, voi che volete tagliare l'impossibile?

Adesso dico la mia, certo di crocifissioni incrociate. Invece di cancellare tutto e per sempre, rivedete i meccanismi di assegnazione dei fondi statali. Meno soldi a tutti di sicuro, e sono assolutamente d'accordo: ha girato troppo denaro e abbiamo visto come è stato mangiato da tanti tesorieri e leader di partito, fra peculati diretti e peculati indiretti (rimborsi fantasiosi di spese furbe, soldi alle proprie fondazioni furbescamente create ad arte ecc.); ma date la possibilità concreta a tutti di fare politica senza grossi budget personali di partenza.

Allora rimettete a posto la disciplina, abbassate queste somme esorbitanti, e per la pluralità della rappresentazione della gente, delle idee, garantite un minimo a tutti. Altrimenti questi furbi gestori di macchine di soldi avranno garantita la propria sozza esclusività della partecipazione alla politica, tenendo fuori i pesci piccoli. Grazie.

E visto che ci sono aggiungo che io sono per una legge elettorale che torni più vicino possibile al Proporzionale: anche le minoranze, anche i piccoli partiti, anche chi prende pochi voti ha diritto di sedere in Parlamento, perché ha preso dei voti per questo. Se non ci fosse stato il Porcellum avremmo avuto Ingroia e Di Pietro alle camere, e ci saremmo divertiti coi loro pungoli in nome della Giustizia (anche sociale) a vedere dove sarebbero andati a parare quelli che sono lì ora a dare ognuno il suo contributo di caciara. Ognuno.

2 commenti:

  1. Mi dispiace ma non sono d'accordo con lei.
    Nessuno in politica deve ricevere soldi dallo Stato.
    Il denaro ricevuto dai gruppi di Camera e Senato è legittimo, e la gestione spetta al presidente: Beppe Grillo.
    Potrei in linea di massima essere d'accordo sul proporzionale, ma puro.
    Il Movimento presenterà la sua proposta, anzi: l'ha già fatto.

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    1. La proposta dei pentastellati sul proporzionale puro me la poteva anche linkare, visto che c'era. Io non l'ho mica trovata.
      Sulla questione dei fondi ai gruppi parlamentari di Camera e Senato, confermo quanto scritto sopra: sono anch'essi soldi pubblici che vanno ai partiti e sono andati anche al Movimento, e Grillo aveva fatto firmare la delega di incasso e gestione.
      Attenzione: non sto dicendo che quei soldi se li tiene lui, sia chiaro.
      Ma lui che NON è deputato e NON è senatore doveva lasciarne la gestione ai suoi "cittadini", tutto qui.
      Se si vuole la restituzione di tutto, si restituisca tutto, non si trattenga quello che fa comodo.
      Le ricordo anche una cosa: anni fa Grillo sbraitava sul "la politica deve essere fatta gratis", solo così si recupera l'entusiasmo e il senso civico ecc.
      Eppure dopo i primi due mesi i suoi cittadini gli hanno spiegato che stare a Roma COSTA, e tanto, e i primi emolumenti se li sono tenuti tutti, o almeno la maggior parte. Quindi Grillo ha dovuto capire una cosa che era lapalissiana anche per i bambini.

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