sabato 14 dicembre 2013

Fondi di garanzia per le imprese e Indagini giudiziarie sulle Regioni. Due idee.



Amici, leggendo il Fatto Quotidiano di oggi mi sono imbattuto in due articoli che mi hanno fatto scattare la molla, pertanto ho due idee da proporvi.

Il primo articolo riguarda una proposta dei parlamentari del M5S i quali vorrebbero devolvere a sostegno della microimprenditorialità il totale del cosiddetto "Restitution day". "Ma non ci sono le norme attuative", dicono. La questione pare come una palla lanciata al Governo, che non ha ancora disposto in merito. Il Fatto Quotidiano a luglio raccontava della festa e del mega assegno con cui i Deputati e Senatori del M5S "restituivano" allo Stato 1,5 milioni di euro. Da quello che leggiamo oggi la restituzione invece non c'è stata, perché altrimenti non si sarebbe reso necessario di inserire nel Decreto "del fare" questa disposizione che viene chiesta oggi, e che personalmente apprezzo molto.

La soluzione alla vertenza credo sia semplicissima. E quindi, per dimostrare che questa bella richiesta non è stata avanzata allo scopo di mettere in difficoltà il Governo, e quindi si vuole davvero dimostrare che quei soldi li si vuole dirottare a questo Fondo, è più semplice (se il Fondo non esiste già: questo non è chiarito nell'articolo del Fatto) costituire una Fondazione che gestisca un Fondo di questo tipo, e versare direttamente in esso tali somme, a titolo di Donazione. Dato che fra i Deputati e Senatori pentastellati ci sono diversi avvocati e il Diritto è il pane del loro lavoro quotidiano... se il Fondo esiste già basta fare la Donazione allo stesso. Se non esiste, basta crearlo facendo nascere una Fondazione apposita. Fra l'altro l'atto di donazione potrà essere pubblicato su Internet così che tutti possano vedere che l'iniziativa non è una fandonia, e copia dello stesso servirà ai Deputati e Senatori per dimostrare al Fisco lo spostamento di quei soldi. Quindi: accetta tutta la diaria e versa la differenza con l'atto di Donazione, cosa che qualunque parlamentare può fare anche più volte e non solo per queli milione e mezzo di cui si parla.
 
Il secondo articolo invece riguarda il boom delle indagini da parte della Giustizia sulle Regioni. Anche qui è scattata la molla, soprattutto dopo aver letto le solite frasi ad effetto (che girano da un po' di tempo): "aboliamo le Regioni e lasciamo le Province", "no, aboliamo le Province", "aboliamo tutto e lasciamo i Comuni" ecc.

Tutti hanno la facile soluzione in tasca, quella istintiva di chi non riflette su una cosa: gli enti locali sono stati creati per l'amministrazione dei territori di rispettiva competenza. Cancellare tutto allora cosa produce? L'ingovernabilità dei servizi locali! I forcaioli di oggi, gli stessi che ieri se ne infischiavano di tutto e oggi invece sono esperti di tutto e hanno la soluzione per tutto, non hanno mica pensato a cosa servono questi enti.

Ora, anche io credo che gli enti locali vadano ridimensionati. Mi trovo d'accordo con la eliminazione delle Province, le cui competenze possono essere assegnate e divise fra Comuni e Regioni, con corrispettivo carico dei dipendenti delle stesse (se paghiamo le tasse, i soldi per i loro stipendi ci sono, ma abbiamo il risparmio sugli stipendi degli eletti, azi nominati dei partiti e gruppi politici - niente poltrone ai politici = soldi guadagnati).

Credo quindi che la soluzione forcaiola del cancellare orgasmico non sia quella giusta, e io avanzo la mia, tutta a livello giudiziario. Ci sono stati politici che hanno "rubato"? Ok, allora, semplicemente:

1. Impossibilità di ottenere giudizio abbreviato (e quindi niente sconto di pena).
2. In caso di rinvio a giudizio: sospensione immediata e automatica dal pubblico ufficio fino a sentenza.
3. Vincolo immediato di indisponibilità sul patrimonio imposto a chi è rinviato a giudizio e al coniuge in comunione di beni, in attesa di sentenza.
4. Inasprimento delle pene e impossibilità di ottenere misure alternative alla detenzione.
5. Quando la condanna passa in giudicato: interdizione assoluta (a vita) dai pubblici uffici, anche in caso di condanna lieve (se hai rubato gestendo la res publica, non sei più affidabile); interdizione dal ricoprire ruoli di amministrazione in società.
6. Per le cifre di ladrocinio accertate: in caso di mancata restituzione da parte del condannato, confisca dei beni (già vincolati) e vendita in aste giudiziarie per ripianare quanto sottratto.

Facile, no? Mettili dentro e toccagli portafoglio: con questa premessa uno prima di rubare ci pensa bene, molto bene.

Che ne dite?

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