sabato 21 dicembre 2013

Il Movimento 5 Stelle in Sardegna


In rigoroso ordine cronologico metto questi riferimenti di quanto sta succedendo in Sardegna all'interno del M5S. Il motivo è ben chiaro: freqentemente sentiamo menate grandi così sul fare la politica in maniera diversa dal passato, e poi anche nel movimento si scatenano faide tese a . . . leggete voi. Aggiungo solo una cosa: qualche tempo fa avevo scritto (e non solo qui) che se in primavera si fosse votato senza il Porcellum avrei dato il mio voto a un candidato del movimento per il Senato perchè credevo nella persona. Oggi cambio idea, e meno male. Chissà se queste cose sono state risolte. Credo di no: non c'è traccia. Grillo deve mettere a posto questa cosa: c'è brava gente che ci sta provando col cuore a fare qualcosa di utile.


9 SETTEMBRE 2013
Dossier spacca i 5 Stelle sardi: è guerra
Una "lobby" starebbe decidendo in segreto metodi e nomi dei prossimi candidati alle primarie per le elezioni regionali in Sardegna. La base del movimento si ribella e scoppia una vera e propria resa dei conti.
CAGLIARI - C'è aria di elezioni regionali in Sardegna e tra gli attivisti "grillini" è partita la caccia per accapparrarsi un posto nelle liste del Movimento. E' un vero e proprio terremoto quello che in queste ore investe il Movimento 5 Stelle sardo, con le prime richieste di espulsioni. Domenica è apparsa sulla rete la denuncia di alcuni militanti che hanno accusato pubblicamente un ristretto gruppo di appartenenti al movimento di aver firmato un documento riservato e fatto in casa, su nuove regole e candidati per le prossime primarie. Documento attribuito ad Alessandro Polese di Alghero, fondatore di uno dei primi meetup sardi e già candidato senza successo alle elezioni politiche.

Una “lobby” - la definiscono gli attivisti - che starebbe decidendo nomi e liste da inserire sotto il simbolo di Beppe Grillo ma senza nessun coinvolgimento della base. Nel dossier viene spiegato il metodo: la divisione in 8 collegi elettorali (come le vecchie province) nei quali si individuano i gruppi che a loro volta scelgono i candidati. Tra i firmatari del documento che dopo essere stato rintracciato è stato reso pubblico, spiccano i nomi dei consiglieri comunali di Alghero, Quartucciu e Senorbì, Giorgia Distefano, Valerio Mereu e Michele Schirru, e del sindaco di Assemini (l'unico cinque stelle nell'isola) Mario Puddu.

La questione ha scatenato il putiferio sul web dove si chiede l'immediata convocazione di un'assemblea. Il primo è Gian Mario Marongiu: «vorrei essere aiutato a comprendere ed a mettere in chiaro e in trasparenza la "loggia" segreta che opera nel Movimento 5 stelle Sardo che pare si occupi di candidati e candidature pro domo sua» . Le «riunioni parallele» come le chiama Paolo Zandara sono criticate all'unanimità anche se qualcuno è più morbido di altri, come Francesco Giganti: «sono processi di crescita necessari». 


9 SETTEMBRE 2013

Regionali, scontro nel Movimento 5 Stelle

Scontro durissimo nel Movimento 5 Stelle sardo sulla linea di condotta da assumere nella selezione delle candidature per le elezioni regionali. A innescarlo è stato un documento attribuito ad Alessandro Polese, avvocato di Alghero, fondatore di uno dei primi meetup sardi, reso pubblico sulla pagina Facebook “Meetup 5 stelle in Sardegna”  con un post firmato da Gian Mario Marongiu.
Il documento (https://docs.google.com/file/d/0B1zkfK-V95lhU3VvaFBTVkN6Wlk/preview?pli=1) definisce dei criteri per la scelta dei candidati affidandola non in modo esclusivo e prioritario alla Rete ma a una serie di gruppi locali del M5S che vengono elencati uno per uno. I candidati selezionati poi, sempre secondo il ‘regolamento’ illustrato nel documento, avranno il compito di scegliere il candidato governatore.
Alla fine del testo si leggono una serie di nomi che dovrebbero corrispondere a quelli dei firmatari. Ma non ci sono le firme autografe. Solo i nomi. Questi: Giorgia Distefano (consigliere comunale di Alghero), Mario Puddu (sindaco di Assemini, Valerio Mereu (consigliere comunale di Quartucciu), Michele Schirru, consigliere comunale di Senorbi. In un caso non c’è nemmeno il nome ma solo il ruolo istituzionale: “xx consigliere di Sennori“.
Di che si tratta? È la domanda che pone Gian Mario Marongiu nel post che ha aperto il dibattito:  ”Vorrei essere aiutato a comprendere ed a mettere in chiaro e in trasparenza la “LOGGiA” segreta che opera nel Movimento 5 stelle Sardo che pare si occupi di candidati e candidature ‘pro domo sua’ La prima domanda la rivolgo all’ ex candidato Polese e a tutti gli iscritti, attivisti e simpatizzanti che sono stati coinvolti ” nell’affaire lobbistico e privato sulle candidature prossime regionali, Vi dispiace chiarire e informarci?”
Il post ieri sera aveva 29 mi piace e ben 326 commenti, oggi i ‘like’ sono diventati 37 e i commenti 543. Un dibattito serrato, molto polemico a volte. Nel quale da un certo momento in poi interviene la senatrice Emanuela Serra che, a quanto pare, ha appreso dell’esistenza del documento dal post di Marongiu. E non ne condivide il contenuto: “Il documento – scrive la senatrice – per come è stato redatto contravviene a tutto ciò che in questi anni ci siamo impegnati a combattere”.
Ma qual è la natura del documento? Pare trattarsi di una proposta, di un’ipotesi, che ha cominciato a circolare il 21 agosto. Il chiarimento non arriva dai presunti estensori (non risultano al momento loro commenti o precisazioni) ma da un militante di Senorbì, Michele Schirru. Che scrive: “…parlo a nome dell’Associazione 5 stelle di Senorbì e non a titolo personale… Noi abbiamo realmente ricevuto ed avuto modo di vedere e analizzare quel documento, anche se differiva leggermente dallo stesso pubblicato. In ogni caso, quello che vedete non è niente di ufficiale e ancor di più, massonico. Si trattava di una proposta che ci è stata presentata e tale è rimasta. Di fatto mai nulla si è concretizzato e mai nulla, né io né il gruppo, abbiamo autorizzato o sottoscritto”.
Nel pomeriggio di oggi, una nota di Giorgia Distefano. “Si precisa che il documento pubblicato in questi giorni in rete (e che è una delle numerose versioni circolate nelle ultime settimane) e ripreso dai giornali, costituisce una base embrionale di lavoro che le liste certificate presenti in Sardegna avrebbero dovuto condividere al loro interno non appena ci fosse stato un accordo di massima sul testo e, successivamente, col resto dei gruppi locali aderenti al Movimento. Non essendoci stata fino ad ora condivisione sul testo da proporre, tale bozza (che non reca la firma di alcuno) è stata accantonata. Le polemiche, gli insulti e gli attacchi pretestuosi di questi giorni contro una proposta assolutamente legittima e democratica, dimostrano il nervosismo di coloro i quali temono forse una selezione severa e preferirebbero primarie aperte a qualunque profittatore. Esprimiamo quindi tutta la nostra preoccupazione per una situazione rissosa e inconcludente che sta gravemente danneggiando il Movimento in Sardegna”. 
Emerge in ogni caso il vero nodo politico. Sono molti i militanti preoccupati per il ritardo nella preparazione delle elezioni regionali. Ma sono forse di più quelli che temono che l’appuntamento elettorale scateni un assalto alle poltrone. E il documento incriminato ha fatto emergere queste tensioni e preoccupazioni. Vi si legge tra l’altro: “Entro poche settimane le coalizioni di centrosinistra e centrodestra, fatte le rispettive primarie, saranno pronte per le elezioni e potrebbero decidere di sciogliere anzitempo il Consiglio regionale, sapendo che il Movimento è in gravissimo ritardo”. Quindi la lunga e complicatissima esposizione del regolamento per la selezione dei candidati.
L’ultimo incontro regionale del Movimento 5 Stelle si è tenuto a Laconi lo scorso 31 agosto. Vi hanno partecipato circa 200 militanti e una folta delegazione di parlamentari eletti sia in Sardegna, sia sul Continente. Tra i temi trattati, anche quello delle Regionali, con la conferma della decisione di “andare da soli”. Ma in quell’occasione mai è emerso – almeno per quanto attiene al dibattito pubblico – il documento del 21 agosto, che pure aveva cominciato a circolare dieci giorni prima. Circostanza che ha accresciuto le tensioni e i sospetti.


10 SETTEMBRE 2013
Primarie o “sanguinarie”? È guerra tra i grillini
Il documento circolato nel web sulla scelta dei candidati alimenta le polemiche I presunti sottoscrittori si difendono: è solo una bozza, non l’abbiamo firmato 
SASSARI. C’è chi le chiama già le sanguinarie e chi chiede a gran voce l’espulsione di quanti starebbero tramando contro trasparenza e democrazia. Oggetto: le primarie (sanguinarie) interne al Movimento 5 Stelle in vista delle Regionali del 2014 e il documento-regolamento datato 21 agosto, attribuito all’esponente algherese di M5S Alessandro Polese e fatto circolare domenica sul web dall’attivista gallurese Gian Mario Marongiu. Tra i grillini il caso è esploso in un attimo e si è portato dietro veleni e scambio di accuse reciproche all’interno di un movimento che sembra navigare in acque piuttosto agitate.
Le accuse. Gli attivisti contestano il progetto di affidare a un gruppo di persone (le liste certificate) il compito di decidere come saranno individuati i candidati. E poco interessa se, nel documento, c’è scritto che gli stessi candidati saranno selezionati attraverso procedure interne “trasparenti e partecipate”. Non basta, dicono su Facebook i grillini, contestando la segretezza del documento, la mancata condivisione della proposta (non se n’è parlato neanche a Laconi il 31 agosto durante l’incontro regionale) e la possibilità che qualcuno sia escluso da una competizione che deve essere aperta a tutti attraverso la Rete.
Il documento. Tre pagine e mezzo, in testa i nomi dei rappresentanti delle 5 liste certificate. Si tratta di Giorgia Di Stefano (Alghero), Mario Puddu (Assemini), poi Valerio Mereu (Quartucciu): errore, perché il consigliere di Quartucciu non è Mereu ma Bruno Flavio Martingano. Infine un consigliere senza nome di Senorbì (dovrebbe trattarsi di Michele Schirru) e di Sennori (l’esponente del M5S è Antonio Piu). Tra le regole, quelle che provocano probabilmente le maggiori tensioni sono le prime due: essere iscritto e certificato al blog nazionale da prima del 31 dicembre 2012e avere svolto almeno nell’ultimo anno attività documentabile a favore del Movimento in maniera continuativa. Poi, alla fine, l’elenco dei presunti sottoscrittori del documento, i tre citati più i due consiglieri anonimi. Ma neppure una controfirma per dare la prova che si tratta di un documento definitivo e condiviso.
I presunti autori e sottoscrittori. Alessandro Polese, considerato l’autore del documento, non risponde al telefono. Già candidato alle ultime comunali di Alghero, esponente storico del Movimento, sceglie il silenzio. Parlano, invece, alcuni dei presunti sottoscrittori, accusati da un folto gruppo di attivisti di avere tradito i principi del Movimento. DiceMario Puddu, da pochi mesi sindaco di Assemini: «Quel documento l’ho ricevuto ma non l’ho sottoscritto. Aspettavo di parlarne con il gruppo di Assemini, qualsiasi decisione sarebbe stata presa tutti insieme. Ma un elemento è fondamentale: le regole nazionali dicono che è questa la procedura da seguire? Oppure no? Deve essere Grillo a dirci come devono essere individuati i candidati alle Regionali e chi correrà per la presidenza». Ad ogni modo, Puddu non boccia il documento: «È in parte condivisibile, perché garantisce trasparenza e allo stesso tempo tutela gli attivisti di lungo corso. Ci sarebbe infatti da discutere sull’opportunità che anche gli ultimi arrivati possano essere candidati». Anche Giorgia Di Stefano, consigliere comunale 5 Stelle ad Alghero, precisa che il documento oggetto della discordia «è solo una bozza, una delle tante circolate in questi giorni. Infatti non è corredata da alcuna firma perché non è stato raggiunto tra le liste certificate l’accordo di massima sul testo». La Di Stefano va oltre: «Si tratta di una proposta legittima e democratica, includente e non escludente come dice chi teme forse una selezione severa che non farebbe il gioco di quanti vogliono le primarie aperte a qualunque approfittatore».
Guerre fratricide. Michele Schirru, consigliere comunale di Senorbì, non ci va leggero. A nome dell’Associazione 5 Stelle di Senorbì conferma di avere ricevuto e analizzato la bozza. E rilancia: «Riteniamo che solo i gruppi locali possano esprimere al meglio le candidature. Sono loro che conoscono e si possono fidare del proprio candidato». Anche perché il calendario corre: «Premesso che siamo a settembre, dov’è il programma? Nelle assemblee regionali abbiamo assistito a lotte tra fazioni, a guerre fratricide. Le elezioni sono ufficialmente a febbraio, ma chi dice che la giunta non cada e si vada a votare fra 30 giorni?». Non c’è tempo da perdere, dunque. Ma la sensazione è che l’accordo non sia dietro l’angolo.


1 NOVEMBRE 2013
Grillini a caccia di candidature. Cortocircuito a 5 Stelle nell´Isola
Botte da orbi in Sardegna per accaparrarsi una candidatura alle prossime regionali. Grillini spaccati in più fazioni. Da una parte gli stellati, dall´altra la base

SASSARI - «In relazione alle presunte candidature online e erroneamente riferibili al MoVimento 5 Stelle, si specifica che l’unica piattaforma certificata per proporre la propria candidatura è il Blog di Beppe Grillo. Si ribadisce che attualmente non esiste nessun MoVimento 5 Stelle Sardegna nè nessun gruppo autorizzato a proporre “road map” come erroneamente indicato dalla stampa. Nessun gruppo o meetup è altresì autorizzato a sostituirsi allo staff e/o richiedere dati personali di candidati a nessun titolo».
Ecco il comunicato apparso online e riferibile agli stellati. E' caos nella galassia grillina per accaparrarsi una candidatura in vista delle elezioni regionali in Sardegna. Così l'establishment non riconosce le candidature avanzate in queste ore dalla base del partito (molti i noni noti come quello del sassarese Migaleddu) [GUARDA LA LISTA COMPLETA].
Si ripropone così il grande scontro che ha già in passato animato il popolo sardo di Beppe Grillo: Da una parte gli attivisti che si sono riuniti in queste settimane a Tramatza (Oristano) per costruire un programma e una lista - con ruoli più o meno istituzionali - tra i quali i consiglieri comunali di Alghero, Quartucciu e Senorbì, Giorgia Distefano, Valerio Mereu e Michele Schirru, e del sindaco di Assemini (l'unico cinque stelle nell'isola) Mario Puddu, ma anche l'algherese Alessandro Polese [LEGGI], dall’altra coloro che hanno già deciso che sarà la rete, con le primarie regionali sul web, a scegliere i candidati.

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E poi vi linko 3 discussioni che si trovano nel Forum del Movimento, molto interessanti. Prestate attenzione anche ai commenti. Aggiungo gli screenshot. Così se "spariscono"...


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25 SETTEMBRE 2013

Il moVimento e le associazioni in Sardegna

È ormai diverso tempo che osservo con stupore e sconcerto uno strano fenomeno che sta avvenendo tra gli attivisti e aderenti al moVimento 5 stelle in Sardegna. Ero convinto di essere in un movimento che ...vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi... invece nella nostra isola prolificano le ... associazioni 5 stelle. Che senso ha? Possibile che di queste associazioni siano nascosti statuto ed aderenti ? Ogni associazione chiaramente ha i suoi presidenti, segretari, tesorieri. Addirittura associazioni diverse, in diversi comuni, hanno lo stesso gruppo dirigente (?). Qualcuna di queste, il suo presidente, pretende di rappresentare il moVimento nel suo comune(??). Strumenti di lavoro, tale dovrebbe essere un meetup, che eleggono i "portavoce"( come i Verdi :) ) e pretendono anche loro di rappresentare il M5S nel territorio (???) . È tutto vero, non siamo su scherzi a parte, una domanda sorge spontanea : ma hanno letto il "Non Statuto", hanno capito cosa è il moVimento ? Che significato possa avere tutto questo in un moVimento che in Sardegna è in crescita vertiginosa lo potete immaginare . Resto comunque fiducioso: la crescita esponenziale del numero dei militanti del M5S in Sardegna porterà all'esplosione di queste forme partitiche all'interno del movimento. Basterà che per le prossime elezioni regionali i candidati alle primarie on-line possano essere tutti gli aderenti certificati che se la sentano, magari a una certa data, come è logico che sia nel M5S, e non venire indicati dalle associazioni varie come secondo loro ( le associazioni :) ). Naturalmente per le primarie ci sia la preferenza unica per smantellare le varie cordate :). Resta comunque l'incoerenza evidente di un moderno moVimento che vuole essere una "Leaderless organization" e poi nel territorio si ritrova presidenti, portavoce, addetti-stampa e chi più ne ha più ne metta. Limiti di crescita e incoerenza giovanile ne sono sicuro, col tempo capiranno e diventeranno Lederless :)







23 NOVEMBRE 2013

M5S IN SARDEGNA. ILLUSIONI E DISILLUSIONI. CHE FARE?

I giorni scorsi l'Onorevole Senatore Cotti ha preannunciato che "da venerdì 22 novembre sarà operativo l'ufficio cagliaritano del sottoscritto portavoce al Senato Roberto Cotti" che sarà anche la sede della sua associazione, "la riunione e l'inaugurazione non saranno aperti a tutti" (l'italiano non è il mio ma del Senatore), "l'invito non è estensibile ad altri", "il rinfresco sarà dalle ore 21 alle ore 24". Un primo rilievo attiene all'assoluta assenza di sobrietà e di buon gusto. In una terra martoriata da un'endemica disoccupazione che raggiunge i più alti picchi a livello nazionale, mi chiedo cosa ci sia da festeggiare e beoziare. Ma vi è di più: il Senatore Cotti non ferma i suoi brindisi e bagordi, neppure in un momento in cui l'alluvione ha causato 16 morti e tutto il territorio piange per la devastazione, per l'evento funesto che ci unisce tutti nel dolore e nella gara di solidarietà. Ciò è rivoltante. Mi chiedo e vi chiedo, il Senatore Cotti è 5 Stelle? Io mi vergogno di lui da sardo e da 5 Stelle. Secondo rilievo: i nostri soldi vengono usati per i suoi brindisi? Perché non conferirli nel Fondo? Terzo problema, forse il più importante: stiamo diventando un partito? Il parlamentare inaugura il suo ufficio elettorale territoriale, a far che? A ricevere i cittadini per raccomandazioni di democristiana memoria, oppure organizzare suoi adepti in funzione elettorale tipo PD? A me sembra che l'Onorevole Senatore Cotti non sia 5 Stelle. Non sfugge infine che Cotti partecipi e sia uomo di punta della lista Tramatza, setta di iniziati che sventola purezza 5 Stelle, ma che già ad agosto, senza una riga di programma aveva redatto il c.d. documento Polese che prevedeva la spartizione delle candidature sulla falsariga del manuale Cencelli. Prude loro il culo dalla fretta di piazzarlo nella poltrona. L'inaugurazione della sede sarà la sezione elettorale della lista Tramatza, composta da assistenti dei portavoce, ex assistenti, persone del cerchio magico e appartenenti all'associazione di Cotti? Perché Cotti, senatore, si ingerisce nella formazione delle liste regionali? Perché tutti gli altri portavoce affermano che sia vietato e lui prosegue imperterrito creando divisione, disorientamento e sconcerto fra i cittadini? Questa lista, mentre tutta la base del Movimento si prodiga nell'opera di soccorso e solidarietà nei territori alluvionati si riunisce a Tramatza per parlare di candidature e di poltrone. Nessuno li sconfessa? Mi chiedo tutto ciò è 5 Stelle? Il giorno prima dell'assemblea del 17/11 è stato pubblicato un P.S. di Beppe Grillo che chiariva che l'iniziativa non era riconducibile al M5S, perché non è apparso ora identico P.S.? Si è già scelta una linea? Si vuole calare una lista certificata dall'alto del potere dei portavoce, e che portavoce!? Posto che, questa è la mia impressione, nessuno di noi ha intenzione di tirare la carretta per i vari Monni, Ruscetta, Polese, Atzeni....dobbiamo ancora lavorare al programma e diffonderlo nel territorio, oppure tirare i remi in barca? Mi ero illuso che fosse possibile una rivoluzione democratica dal basso, innervata dal principio uno vale uno, è davvero così? Che fare? Per il momento, visto che siamo iscritti certificati e crediamo nel Movimento io propongo che venga espulso il Senatore Cotti. 



24 NOVEMBRE 2013

M5S Sardegna: Abuso del SIMBOLO, del Non-Statuto e dei contatti

Ciao a tutti, volevo fare la proposta di contenimento di certi personaggi che in Sardegna hanno causato una situazione insostenibile. Praticamente un anno fa l'Associazione Cagliari 5 Stelle di Alessandro Polese, Gianfranco Calabrò, Giuseppe Monni, Roberto De Santis, Dafni Ruscetta, Emanuela Corda, Andrea Vallascas, Paola Pinna e Ivan Botticini (tutti dentro la stessa associazione locale, guarda un pò... e possiede 3 deputati parlamentari), fondò (fondarono) l'Assemblea Regionale. Ovvero tutti i vari gruppi regionali che li aiutarono alla vittoria delle politiche e comunque quelli che si erano attivati nel territorio vennero contattati e inclusi e invitati alla partecipazione di quest'assemblea. Lo scopo era cominciare a parlarsi e relazionarsi per portare avanti un lavoro condiviso e in spirito 5 stelle con continuità regionale, con tutte le interazioni del caso. Potete vederla come volete ma è normale cercare di pensare anche all'aspetto collettivo ed unirsi per avanzare un discorso politico regionale legato al M5S, movimento in cui tutti crediamo e vogliamo appunto confluire e aiutare come finora è stato fatto, proprio per portare i cittadini e i loro programmi nelle istituzioni. Che succede? Quell'assemblea che avevano fatto possedeva un regolamento, che limitava le votazioni ad un certo tipo di iscritti dopo una procedura regolamentata, più tanti altri difetti in chiave vecchiotta, un pò incompatibile con l'uno vale uno. Dopo qualche mese e un paio di riunioni arriva così tanta gente che si accorge che potevano votare e deliberare solo alcuni che possedevano un cartellino. Dopo quella molto discussa riunione la moderazione passò a Nuoro e si decise di cambiare ed aggiustare il regolamento. Dopo aver fatto tante proposte, averle discusse e valutate nell'assemblea del 22 Giugno a Nuoro si vota il nuovo regolamento e si stabiliscono le piattaforme da usare, tutto con voto palese a maggioranza. L'Associazione di Cagliari a questo punto vedendo che non aveva più il controllo sull'A.R. e non aveva più controllo sui gruppi locali sparpagliati ha deciso di telefonare e contattare (come Monni fece con noi di Nuoro, chiedendoci nomi da candidare già da Giugno-Luglio) alcune persone dei vari gruppi con cui erano in contatto, specialmente gli organizer dei Meetup ed altri a loro vicini, fino a causare spaccamenti, convincendo alcuni membri nei gruppi, attribuibili a metodi di 'cooptazione' sulla base delle promesse di candidatura. Infatti qui si può trovare il documento 'Polese' dove è evidente la spartizione della torta con gruppi anche inesistenti e tutti coloro che erano vicini a loro, usando sempre nomi altisonanti come liste certificate che, sappiamo non esistere più una volta passate le elezioni. Alcuni altri sono stati inclusi in quel documento come premio di consolazione con miseri numeri, giusto perché era troppo vergognoso negarne l'esistenza, essendo gruppi storici. Altri invece sono stati proprio esclusi, forse per antipatie proprio con i fornitori di nomi di questa lista (https://docs.google.com/file/d/0B1zkfK-V95lhU3VvaFBTVkN6Wlk/edit?pli=1). Questo link vi mostra il documento che da giugno stavano preparando ed è venuto fuori solo il 22 Agosto. In ogni caso vanno avanti e organizzano una riunione segreta a Tramatza, forse più di una, ma una in particolare in concomitanza con quella dell'A.R. a Olbia, dove vi partecipano complessivamente 37 persone provenienti da quasi tutta la Sardegna. Telefonano durante la riunione a Beppe Grillo e lo fanno parlare e incitare di modo che tutti credano che Grillo è con loro. Non escludo nemmeno che lo sia vista la tecnica delle telefonate, amicizie e della cooptazione esclusiva che portano avanti, chissà che versione hanno raccontato a Beppe e staff con cui sono in contatto, ma preferisco non affrontare questo aspetto. Dopo quella riunione ne fanno un'altra e fregiandosi del simbolo ufficiale che mai hanno nascosto nell'usare e abusare e in cui si proclamano ufficiali e unici detentori del nome del movimento 5 stelle in sardegna che si trova nel loro sito: www.sardegna5stelle.it che porta il simbolo abusivamente, in cui compaiono proclami di riunioni ad invito, esclusive, sempre usando il simbolo, in cui viene richiesta un'ulteriore iscrizione. Mandano comunicati stampa ai giornali dal loro ufficio stampa (che nei giornali viene fatto passare come ufficio stampa del m5s in sardegna) contro l'Assemblea Regionale degli attivisti dove ancora vi partecipano più di 300 persone. Da quesgli articoli poi è scoppiato tutto il casino nei media, è nato il fantomatico 'caso Sardegna', la famosa 'spaccatura' e che sta rovinando letteralmente il M5S agli occhi dei semplici elettori simpatizzanti non attivisti. Questo è un abuso, queste persone sfruttano il fatto di avere 3 deputati che fanno scrivere nel loro sito e collegano il loro sito a quelli personali dei deputati, facendosi così pubblicità e abusando di una legittimità autoreferenziale. Questi abusi devono finire, si sta usando anche la stampa per fare un casino nero e molti attivisti sono già delusi, pagheremo tutto questo nei risultati elettorali. Serve adesso un messaggio chiaro e rapido per salvare in corner la situazione e poter fare una sana, collettiva e condivisa campagna elettorale come vorrebbero fare i 3-400 attivisti dell'assemblea regionale. Dobbiamo mostrare quanto di condiviso è stato fatto, quanto male a tutti i gruppi ha fatto quell'associazione Cagliaritana che ha l'unico merito di essersi solo fiondata per prima quando ha sentito l'odore delle poltrone. Fra i cittadini quei parlamentari non si vedono, non portano le nostre istanze, non ci ascoltano e parlano a sproposito strumentalizzando tragedie per mettersi in mostra. Basta con i propositi personalistici, io sono indignato! Chiedo che tutti i nomi che ho fatto all'inizio di questo post venga tolta la possibilità di affiancare il loro nome al M5S. Grazie per la pazienza, saluti a tutti, Mario



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