lunedì 6 gennaio 2014

Il punto sulle elezioni 2014 in Sardegna. PD salvo in calcio d'angolo, M5S fuori. Riflessioni


Sto seguendo con la maggiore attenzione possibile le vicende relative alla mia terra, la Sardegna. Lo state vedendo nel blog. Oggi le novità che aspettavamo: si sono sciolti i nodi, con risultati alterni. Ancora una volta inizio dal PD, che all'ultimo momento ha trovato il suo candidato, e - lo dico subito - non poetva essere fatta scelta migliore. Francesco Pigliaru è il migliore candidato possibile che ci poteva essere per il PD: persona seria, uomo di cultura, ora bisogna vedere cosa potrà fare una volta in Regione, vinca o non vinca le elezioni del 16 febbraio. (p.s. io non voto PD).

Davvero incredibile la vicenda: si fanno le primarie, vince - finalmente - una donna, ma è inquisita per peculato, e con l'avvento di Renzi alla guida del partito gli equilibri cambiano. Fuori la Barracciu, silenziato Silvio Lai (la cui guida del partito in Sardegna è stata una via crucis di errori madornali) con la presenza del vicesegretario nazionale Lotti, si fa una riunione fiume e salta fuori un buon candidato. E ci voleva così tanto?

Le questioni sono due. La prima: Silvio Lai si deve dimettere dalla poltrona di segretario regionale, cedere il passo e nascondersi nell'ombra, perché ha fatto ridere tutti, ma proprio tutti. Non ha saputo tenere le redini del partito, ha sbagliato ogni scelta. La seconda: cosa potrà fare Pigliaru? Intendiamoci: Pigliaru è di Sassari... l'ultimo candidato non di Cagliari era stato sliurato su commissione, ricordate la vicenda Soru? Fu dato ordine nel partito di non votarlo, e vinse Cappellacci (c'erano anche altre ragioni, vero, ma fondamentalmente Soru era stato fatto fuori). Se anche dovesse spuntarla, Pigliaru cosa potrebbe fare, in un partito che anche in Sardegna rispecchia bene le nefandezze viste a livello nazionale? Servilismi, giochi di potere ecc. Ecco il vero problema.

Incredibile: il candidato migliore possibile per lo schieramento meno credibile. Ma le cose stanno così. Ecco l'articolo della Nuova Sardegna:



Elezioni regionali Sardegna, nel Pd la spunta Francesco Pigliaru

L’economista sassarese sarà il candidato del centrosinistra alla presidenza

CAGLIARI. Francesco Pigliaru dovrebbe fare il suo primo discorso da candidato del centrosinistra alla guida della Regione Sardegna già nella tarda mattinata di oggi a Oristano, dove è convocata la direzione regionale del Partito democratico. Sarà infatti l’economista (ed editorialista de La Nuova)  nato a Sassari 60 anni fa e prorettore dell’università di Cagliari, il candidato-presidente alle Regionali del 16 febbraio.

Pigliaru ha vinto sul filo di lana le primarie al chiuso del Pd. Partito che dopo sei giorni travagliati ha chiuso finalmente la lunga lotteria cominciata all’indomani del drammatico passo indietro, il 30 dicembre, di chi aveva vinto le pre-elezioni all’aperto, Francesca Barracciu.

Il nome di Pigliaru è uscito poco prima della mezzanotte di ieri ma ancora non è ufficiale.  Deve essere confermato dal segretario regionale, Silvio Lai, in apertura della direzione regionale convocata a Oristano. Domani il nome verrà presentato agli alleati.

È stata una scelta sofferta al termine di un estenuante super vertice, al secondo piano della palazzina di via Emilia. Per oltre cinque ore la riunione è stata coordinata dal vicesegretario nazionale Luca Lotti, arrivato di domenica mattina a mettere pace in un Pd sardo dilaniato da una settimana dallo scontro interno fra le troppe correnti.

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Passiamo ora al M5S. Pareva fatta. Pareva trovata la quadratura del cerchio, nel giornale stamane si parlava di un listone di 60 nomi in cui confluivano le varie anime del movimento. Ma ancora non c'era il nome del candidato alla presidenza (né tantomeno il Programma, come per il PD), e Grillo non si sapeva se aveva confermato o meno il blocco all'uso del marchio (che è suo per contratto, purtroppo). A raffreddare gli animi il comunicato apparso su Facebook della parlamentare pentastellata Emanuela Corda: nessuna lista. La Corda non dice niente su Grillo, quindi non si sa se Grillo abbia detto no anche a questa "soluzione" oppure no, ed è probabile che sia così. Però nelle parole della Corda c'è una critica neanche tanto indiretta alle regole del gioco interne al movimento, e quindi a chi le regole le ha scritte: Grillo e Casaleggio, che se ne infischieranno, o anzi diranno a Claudio Messora di puntare bene le sue videocamere alle riprese delle riunioni interne ai parlamentari magari proprio sulla Corda, aspettando il momento in cui cadrà in fallo per castagnarla. Scommettiamo? Tanto Messora è lì per quello: controllare e - quando parla - dettare la linea.

Non voleva fare brutta figura? Di sicuro l'ha fatta, Grillo. Ricordiamo infatti che in Sardegna il M5S era stato il primo partito (sul filo di lana) alle scorse politiche, pertanto aver bloccato tutto è stato un autogol pazzesco. Ma i problemi e la spiegazione di questo macello stanno a monte, a monte delle anime divise nel movimento (la fazione Polese e l'altra, più le ultime due venute fuori all'ultimo momento: tutti con la verità in tasca, e lanciati verso le candidature). Dicevo, il problema sta a monte: il movimento non ha una struttura né regole chiare e sicure di funzionamento. Non c'è un referente in ogni regione come invece c'è nei partiti (ma se penso che per il PD esso è Silvio Lai, mi vengono i brividi), non ci sono regole. Niente è stato messo nero su bianco per bene, e la mancanza di regole e struttura ha provocato una anarchia di base insanabile: tutti con la verità in tasca, ad urlarla (come fa il capo nei comizi). Leggete l'articolo della Nuova Sardegna, che riporta le parole della Corda, e capirete - pur nei modi edulcorati in cui vengono esposte le cose - che sotto c'è tanto. Grillo deve capire che un capo forte (quale lui è, con Casaleggio) a livello centrale non basta per assicurare a livello locale la convivenza delle tante anime che si muovono nel movimento. Continuo a chiedermi: ma gliene frega davvero della Sardegna? E ancora: con quale faccia verrà qui a chiedere il voto per le europee quando non si è fatto vedere né sentire per le regionali?


Corda: «Il Movimento 5 Stelle non presenterà la lista»

Post su Facebook della deputata: non siamo ancora pronti

CAGLIARI. Il Movimento Cinque Stelle non parteciperà alle elezioni regionali in Sardegna fissate per il 16 febbraio. A poche ore dalla chiusura del termine per la presentazione dei simboli, la notizia viene ufficializzata dalla deputata sarda Emanuela Corda con un post sulla pagina Facebook “Amici di Beppe Grillo in Sardegna”: «Il nostro tempo è scaduto e bisogna farsene una ragione – ha spiegato Corda – Noi non presenteremo alcuna lista, perché non siamo ancora pronti per farlo».

Nel post, Emanuela Corda scrive che «la lista che ieri abbiamo messo in pedi con fatica, insieme agli attivisti di diversi gruppi che hanno voluto partecipare all'incontro aperto a Riola, era puramente “simbolica”. Un ultimo tentativo per dare un senso al lavoro di tutti, ma soprattutto per ridare “unità” ai gruppi che fino a ieri non riuscivano a trovare la giusta sintesi. Io la consideravo un po'come un ultimo banco di prova per un nuovo inizio. Sapevamo già d'essere fuori tempo massimo, per la presentazione di una lista condivisa. Questi sono percorsi che devono essere fatti con la giusta consapevolezza, con un metodo certo che sia uguale per tutti e nel rispetto di alcune fondamentali regole di civile convivenza. Oggi, mi rendo conto che il cammino verso l'obiettivo è ancora lontano. Vedo ancora troppo livore, troppa incoscienza, troppo protagonismo nell'esternare ai quattro venti, un malessere che è figlio primariamente delle nostre stesse debolezze e delle nostre fragilità. Malessere che meriterebbe un approfondimento e un'elaborazione, prima d'essere consegnato in pasto ai lupi con sconsiderata leggerezza, come tanti hanno fatto in questi mesi sugli spazi pubblici dei social».

«L'animo umano - prosegue il deputato - è complesso e spesso si cade in contraddizione. Vi ricordo che stiamo facendo politica dal basso e spetta a noi primariamente dare un senso alle nostre azioni e un valore alla nostra partecipazione ad un progetto. Considero positivo il fatto di essere riusciti ad incontrarci ieri sera, per discutere anche della lista. Devo purtroppo confessarvi che ci sono stati momenti nei quali avrei voluto andar via e abbandonare il tavolo. Temo che alcuni abbiano scambiato il Movimento per uno sfogatoio dove poter fare il proprio comodo, senza curarsi del fatto che in certi contesti, occorra rispettare delle elementari regole di buona educazione. Questo non è tollerabile in alcun contesto e nulla giustifica reazioni scomposte o prevaricazione gratuita. Con queste mie parole, non voglio fare la morale a nessuno, ma semplicemente dire a tutti voi, che 'uno vale uno' non significa che chiunque possa irrompere in un'assemblea e metterla a soqquadro. Non significa che 'uno vale l'altro' e che chi urla di più ha infine ragione».

«Capisco - si legge ancora nel post di Emanuela Corda - che per voi sia stato difficile metabolizzare il fatto che i portavoce non dovessero e non potessero interferire con la questione lista, ma vi ribadisco che le regole sono queste e noi abbiamo cercato semplicemente di evitare di inasprire conflitti che con la nostra presenza nelle assemblee, sarebbero stati interpretati come sostegno ad una “fazione” rispetto all'altra. Detto ciò, le continue lamentele anche odierne, il voler perseguire sulla strada del “conflitto” anche dopo la giornata di ieri. Gli attacchi sterili, inutili e continui anche oggi che tutto è finito e si dovrebbe invece cominciare a riflettere. Il tentativo di far apparire quella lista come un 'colpo di mano', quando sappiamo tutti che è stato solo un estremo tentativo di dare unità ai gruppi, seppur imperfetto e pieno di lacune, mi fanno riflettere sul senso di ciò che davvero vogliamo portare avanti».

Ed ecco la conclusione: «Il nostro tempo è scaduto e bisogna farsene una ragione. Ieri abbiamo semplicemente voluto dimostrare a noi stessi che sappiamo veramente andare “oltre”. In parte ci siamo riusciti, in parte no. La strada da percorrere è ancora lunga, ma se vogliamo camminare tutti insieme, dovremo iniziare a guardarci dentro con onestà e capire dove abbiamo sbagliato. Noi non presenteremo alcuna lista, perché non siamo ancora pronti per farlo. Quando avremo un metodo definito e regole certe condivise, arriverà il nostro momento. Ringrazio in particolar modo la mia collega senatrice Manuela Serra e tutti voi che ci avete creduto fino ad oggi e avrete voglia di crederci ancora. A riveder le stelle!».


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Chi voterò allora alle prossime regionali il 16 febbraio? Sto parlando con amici e parenti: quasi tutti sono orientati verso l'astensionismo. Come dargli torto? Cappellacci? manco per le pere: ha affossato l'economia e la Sanità in Sardegna (alla Sanità aveva messo una giornalista di Videolina, la più inesperta possibile, e sono avvenuti infatti sfasci pazzeschi); la sua prima preoccupazione era stata lottare contro i vincoli paesaggistici salva-coste di Soru per sanare degli abusi in Costa Smeralda del suo padrone Berlusconi. La Murgia? no: resti a fare la scrittrice. Del resto: qual è il suo Programma? (già detto del PD e del M5S). Gli altri? Il PD? Sarei tentato di sì, vista la scelta di Pigliaru (ripeto: mi piace), ma non ce la faccio (il PD??? ma dai... mai!), ma io non ho mai votato il PD. Oggi ho letto che l'IDV si è messo coi Verdi: buona scelta, ma se penso che i primi candidati saranno con ogni probabilità Lino Mura e soprattutto Andrea Idda (agghiacciante... ha fatto scappare tutti), mi viene la nausea. Azione Civile che fa? E chi lo sa. Votare allora gli Indipendentisti? Ma neanche sotto la minaccia delle armi. O allora SEL o i Centro Democratici? che hanno accolto transfughi da altri partiti, professionisti della politica nel senso più bieco del termine (mi riferisco soprattutto a quelli che avevano sfasciato l'IDV a Sassari). Ma per carità! (ma con che faccia poi continuate a presentarvi alle elezioni? dov'è la vostra dignità?).

Dura eh? Poveri noi.

2 commenti:

  1. Ti rispondo Sky con un link al Movimento per il lavoro l'ambiente i diritti http://movimentoperillavoro.wordpress.com/2014/01/17/elezioni-regionali-la-nostra-posizione/ dove trovi la posizione anche di Azione civile. Condivido i dubbi sui candidati di questa competizione elettorale di livello mediocre.

    Però meglio stare fuori da questi schemi predefiniti creati ad arte dai poteri forti. Adesso si scateneranno i cultori del voto utile. Pro-Pigliaru o pro-Cappellacci. Rimane il fatto che il PD e i suoi alleati del "falso centrosinistra" hanno utilizzato Pigliaru come specchietto per le allodole e dunque nascondere i loro peccati/abusi.
    La Murgia (che a me non piace particolarmente) ha però presentato un progetto con nuove modalità e dei segnali di trasparenza, che la mettono su un piano differente e ciò ha attirato molti giovani alla politica che altrimenti sarebbero stati fuori dai giochi o nel primo partito ovvero l'astensionismo.
    Votare è un diritto dovere e sceglieremo all'ultimo giorno chi riterremo idoneo per amministrare degnamente la Sardegna nei prossimi 5 anni.
    Saluti

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