venerdì 14 marzo 2014

La rete e i tanti beceri. Regole e censure


Sto scrivendo meno del solito, ve ne sarete accorti. Non ne ho poi tanta voglia. Ormai quando accedo a internet e leggo le notizie di attualità e politica trovo di fronte a me un imbarbarimento che sta rischiando di contagiarmi.

Non è solo una questione di social network, ma anche di siti e blog. Forse solo Twitter conserva una minima parvenza di decenza, del resto dover riassumere in pochi caratteri un concetto richiede l'uso del cervello (bene raro), ma anche lì oramai gli insulti e le banalità sono all'ordine del giorno. Ci resta solo l'ironia contro l'imbecillità della rete? Credo di sì.

A che serve dire la propria, argomentare qualcosa, se trovi risposte cariche di sfottò, insulti, copia/incolla, slogan in quasi ogni discussione? Internet è diventato una tifoseria calcistica di infima categoria. La "libertà" della rete è diventata un'anarchia in cui il rispetto delle persone è schiacciato dal "sono libero di dire quello che voglio", che diventa libertà di diffamare e ingiuriare.

Ma non è solo la volgarità il male della rete, è anche la pigrizia del non andare a crecare riscontri di quanto si legge. Ormai la rete è piena di richiami a siti, blog dove una notizia la si crea anche dal niente e diventa realtà assoluta, dove la parola del leader di turno è affidabile al 100% e gli altri non capiscono niente. Condividere senza verificare l'attendibilità: ecco qual è il male peggiore nei social network.

Facebook e le pagine dei siti degli organi di stampa sono i campi di battaglia preferiti di tanti beceri con la verità in tasca. E fra i siti dei giornali la menzione più dolorosa è per il sito del Fatto Quotidiano (quello che leggo più spesso).

Facebook, dicevamo, per iniziare. Il 90% di chi vi alloggia non appena vede un link lo considera immediatamente affidabile e lo condivide spacciandolo per verità assoluta, sempre che non provenga dagli "altri": allora è una balla e chi l'ha pubblicato va distrutto. Avete letto le pagine dei leader politici o dei giornali? C'è solo da rabbrividire. Una marea di insulti, minacce anche di morte.

Il Fatto Quotidiano, poi (lo considero il meno peggio fra i quotidiani). Esso usa la piattaforma apertissima Disqus per i commenti, risultato: chiunque vi può accedere e sparare le sue stupidaggini. Il controllo di tutto ciò non è ben chiaro... si legge che la notte i post sono "chiusi" (non si possono lasciare commenti), e ci sta, ma il fatto è che la Moderazione è di dubbia validità. E' comunque meglio delle pagine Facebook del politico o giornale di turno (dove l'anarchia è totale), ma i meccanismi di questa moderazione lasciano alquanto a desiderare... Restano visibili commenti scritti con un linguaggio che definire volgare è poca cosa, e spariscono commenti invece educati ma che a quanto pare non sono graditi.

Questo lo dico per esperienza in prima persona, sia chiaro. Il mio account da un paio di mesi ha la moderazione preventiva (la quale deve essere legata all'IP di navigazione, visto che creare un nuovo account non serve a sbloccare lo stop): quando scrivo un commento - non importa di che tenore e con quale contenuto - esso è messo automaticamente in moderazione in attesa che chissà chi lo autorizzi. Alcuni vengono pubblicati, altri no. E spesso ricevo da altri utenti insulti che restano online per sempre. Attenzione: non scrivo mai parolacce o cose del genere. Personalmente mi sono reso conto che quando elogio un'iniziativa del M5S (cosa che mi sta capitando qualche volta, pur non avendoli mai votati - e mai li voterò) il commento viene autorizzato quasi subito e resta visibile, quando invece scrivo una critica al M5S il mio testo quasi sempre sparisce.

Penso da tanto tempo, e oramai ne sono convinto, che il blog di Grillo abbia un elevatissimo numero di utenti in comune col Fatto Quotidiano. Il tenore dei commenti del resto è lo stesso. Avete mai letto i post di Grillo nel suo blog? E soprattutto avete mai letto i commenti degli utenti (tutti registrati)? Il 90%, e sto ragionando per difetto perché sono buono, sono pieni di sgrammaticature in stile "sms dello zotico" e spessissimo si leggono insulti e minacce d'ogni tipo. Del resto, se il primo a parlare così è Grillo, gli altri si sentono legittimati. Ecco, nel sito del Fatto Quotidiano sta prendendo piede la stessa "moda".

Del sito di Grillo posso parlare a ragion veduta, più di tanta gente. Già, prima che diventasse di moda iscriversi e partecipare al Movimento, appena prima che si parlasse davvero di Movimento e di politica fatta da esso, io ero uno dei primi iscritti al blog... leggevo i post di Grillo, li commentavo... ma ben presto i commenti che non erano di elogio ma contenevano una critica (mai volgare e la meglio argomentata possibile) questi iniziavano a sparire, fino a quando non sono più riuscito ad accedere, perché ero stato cacciato. Cacciato perché non ero d'accordo.

Ma non me la prendo solo con Grillo e il suo staff, come non me la prendo solo col Fatto Quotidiano. Questi atteggiamenti di presunta democrazia (tutta facciata) e tanta censura (tutta studiata) sono anche di altri siti. Un esempio? You-ng, lo conoscete? Io sì, avevo il "like" sulla sua pagina Facebook, e un giorno ho mandato un mio testo al proprietario (era contro alcuni episodi di mancanza di democrazia nel M5S), piacque e mi venne creato un account. Iniziai a pubblicare anche lì, spesso gli stessi identici testi che leggete qui, ma quando un giorno ho criticato Berlusconi di colpo non sono più riuscito ad accedere e loggarmi... non solo per pubblicare dei post, ma anche per scrivere commenti. Chiedere spiegazioni (come feci, a quel ragazzo con accento campano) non servì a niente: non giunse risposta. Anche lì non piacevo.

Mi resta solo questo blog, e francamente mi sta bene così. Qui non si osanna nessuno a prescindere e non si azzanna nessuno a prescindere. Forse è questo che non piace, nella rete di oggi. E non ho votato nessuno dei partiti (né il Movimento) presenti oggi all'interno del Parlamento.

Però sto iniziando a levarmi più di una soddisfazione: adesso posso incontrare qualunque invasato (con la verità in tasca) di qualunque ispirazione politica o movimentista, sto affinando l'arte del dileggio educato, almeno quando chi replica a quello che scrivo non va nel merito delle questioni ma parte in quarta a scrivere fesserie. E francamente mi sto divertendo tantissimo: il livello medio dell'utenza della rete è così basso... viene facile spuntarla. Ma forse è solo una magra consolazione.

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