venerdì 4 aprile 2014

Due post di Favia (nel mentre che Renzi non fa quasi niente)


Massacrato da tutti perché così aveva consigliato il kaiser, non è pakato dal pidimenoelle anzi lo combatte, e rende davvero larga parte del compenso, invece di fare restitusciondéi cui non seguono versamenti.

Riflessione rapida prima di lasciarvi ai due post: queste riforme "una al mese" promesse da Renzi dove sono? Doveva sconfiggere anche Vega, la fillossera e l'imperatore di Guerre Stellari.... ma non si è visto niente.



M5S, l’onestà intellettuale andrà di moda

 
di Giovanni Favia

P.s. anticipato e dedicato agli intellettuali che urleranno “venduto! il Pd ti aspetta! Chi ti Paka!”. Caro intellettuale, leggi il mio sito, segui commissioni e consiglio regionale e vedrai con che abnegazione e intransigenza combatto il Pd. Gli faccio le pulci su ogni cosa continuando a rinunciare ai privilegi e ai grassi guadagni della casta. Ma se il premier (o lo stesso Errani) fa qualcosa che auspico da anni, utile a rinnovare il paese, chapeau. Dare contro per partito preso è solo un’azione ideologica. Gridare sempre al lupo al lupo alla lunga logora e rafforza l’avversario.

Tutti vogliono il “cambiamento”, salvo poi massacrare per speculazione politica chi prova a farlo. Gran parte delle critiche alle riforme di Renzi sono falsità gigantesche, dolose. Non tutte le accuse sono infondate, specie su legge elettorale e competenze del Senato federale. Ma se le leggi per mancanza di alternativa si devono scrivere con Berlusconi è probabile che il prodotto sia un mediocre compromesso al ribasso. L’antirenzismo, professione speculare al renzismo e allo stesso modo diffusa, rischia di avvicinare ancora di più le persone a RenziSe più italiani andassero oltre un “condividi” su Facebook ci risparmieremmo la fatica di smentire delle balle, che è sempre più difficile del raccontarle. Ormai la balla è virale, va di moda. Più è grossa, più viene accettata.

1) Si creano 25mila nuove poltrone. Falso o meglio, manipolatorio che è peggio. Oggi la rappresentanza nei piccoli comuni è limitata. Pensate che una lista civica di cittadini magari l’unica contro la cementificazione ed il malaffare, con il12% resta fuori dal consiglio comunale. Chiunque abbia un minimo di cultura politica sa che i consiglieri dei piccoli comuni sono quasi dei volontari. Non hanno gettoni ma rimborsi per un importo medio di 30 euro al mese. Scandalo. In realtà nemmeno quel piccolo aumento esiste, perché se qualcuno leggesse il decreto si accorgerebbe che l’incremento non varia la spesa. Il ddl porta finalmente più democrazia senza far spendere un euro in più alla collettività. Chi l’ha scritto sarebbe da lodare per questa iniziativa, non da infangare con balle.

2) Per 100 auto blu vendute, Renzi ne riacquista 1300 o giù di lì. Falso. Renzi non ha richiesto o sottoscritto nessun acquisto di auto blu. Basta anche qui leggere il bando Consip e notare che:
- Non sono auto blu ma auto blindate indirizzate alle istituzioni incaricate di tutelare l’ordine e la sicurezza. Magari destinate a qualche pm minacciato dalla mafia.
- Il bando è stato fatto da Consip durante il governo Letta, Renzi non centra nulla.
- Il bando non prevede l’acquisto, ma la stipula di una convenzione, affinché l’istituzione che necessità di un’auto blindata centralizzi l’acquisto e risparmi. Cosa buona.
- Non vi è nessun vincolo d’acquisto, ma la sola possibilità e non è rivolta ai ministeri. Renzi ha fatto bene a vendere le auto blu. Su ditelo, non è così difficile. Poi starete meglio.

3) Questione morale. Via i sottosegretari indagati. Vero ma manca una parte. Nessuno tra i moralizzatori ha chiesto le dimissioni del capogruppo in Piemonte del M5s Davide Bono quando era indagato. Perché nel codice etico del M5s si chiedono le dimissioni solo in caso di condanna e non di rinvio a giudizio? Coerenza. Si dovrebbe valutare l’opportunità politica e la portata dei fatti indipendentemente dalle carte bollate delle procure. Ha ragione la Boschi.

4) Legge elettorale: è una schifezza. Vero. Anzi verissimo. Ma lo scandalo non è nel premio di maggioranza ma nello sbarramento (8% se vai da solo). Nessuno ha occupato i banchi del governo per questa porcheria che farà aumentare l’astensione. Milioni di voti non avranno rappresentanza. Nemmeno in Uganda. Fa comodo al tripartito Pd-Fi-M5S che nelle stanze romane si è ormai ben radicato.

5)Il bicameralismo paritario ha bloccato leggi porcata. Ridicolo e omissivo. Per qualche legge porcata bloccata quante ne sono comunque passate? Quante leggi buone invece si sono impantanate o quante nel loro lungo iter sono state stravolte e snaturate? Se una camera fa leggi penose bisogna mandare a casa i legislatori, punto. Pensate se in un’azienda due Cda dovessero discutere le stesse deliberazioni ogni volta rimandandole indietro. L’azienda sarebbe paralizzata.

6) Sindaci e consiglieri/presidenti regionali hanno altro da fare. Vero ma di fatto si occupano già di governo nazionale attraverso Anci e conferenza Stato Regioni. Si istituzionalizzerebbe questo rapporto sullo stile del Bundesrat tedesco (Germania). Inoltre, essendo amministratori locali, sarebbero a differenza degli attuali senatori dei politici eletti dal popolo col sistema delle preferenze o del voto diretto. Il problema è che la casta, quella nuova e quella vecchia è attaccata alla sedia come le cozze. Capisco che avere la diaria con cui pagare colf, babysitter, vestiti, ristoranti di lusso, piaccia come d’altronde il microfono sotto la bocca e l’improvvisa fama. Molti di questi sono in Senato avendo vinto “Win for life” con una manciata di voti di amici e parenti. Li capisco. Ma cari senatori, vecchi e nuovi, fatevene una ragione dovete andare a casa. Da Gasparri alla Taverna. Punto, finita la vacanza.

7) C’è il rischio di una deriva autoritaria. Ecco questa, se detta da un 5 stelle è da lasciare senza commento. E’ infatti noto che Grillo e Casaleggio sono due ragionevoli e rispettosi democratici. Soprattutto amanti della costituzione e delle sue istituzioni.

La verità è una. Grillo doveva mandare a casa tutti (che non si capisce bene che progetto politico sia). E’ invece finito a tentare di mandare a casa solo parte dei suoi. Il suo risultato parlamentare non ha eliminato i parlamentari del Pd o del Pdl, ma quelli di forze minori e indipendenti. Ora arriva Renzi e manda a casa con due slide mezza casta. Allarme cosa fare? Automatico: lanciare l’ennesima campagna d’insulti dal sacro blog e fare comunque i bastian contrari. Generare una serie di balle suggestive ed armare i talebani. Tanto i follower, credono e si informano con le fonti che gli si propinano. E via con le balle replicate stile robot. Non spegnete il cervello: è quello che vogliono.


Abolizione del Senato, la svolta autoritaria e il Grillo opportunista

 
di Giovanni Favia

Mago Belino e Lord Blog hanno deciso senza consultare nessuno che l’M5s sosterrà l’appello di Libertà e giustizia denominato “la svolta autoritaria”. Lo spirito di adesione del bi-leader all’iniziativa è lo stesso del torero che sottoscrive una campagna contro la violenza sugli animali. Grillo è il leader politico più autoritario ed allergico al dissenso d’Italia.

Anche la sua preoccupazione sul destino della Carta è strumentale ed ipocrita. Più volte l’ha attaccata definendola un “copione scritto dai partiti stessi” (in sfregio alla memoria dei padri costituenti) “blindata” e “quasi impossibile modificarla” in riferimento all’art 138. Salvo poi, quando il governo Letta voleva modificare lo stesso art. 138, gridare al golpe ed occupare i tetti della camera. L’ha accusata di essere causa, insieme ai media ed al finanziamento pubblico ai partiti, dell’attuale “dittatura” e le voleva dedicare persino un vaffanculo day, finalizzato ad una nuova stesura della stessa aprendola ad un confuso ed imprevedibile concetto di democrazia diretta. Dicasi stravolgerla completamente. Il bi-leader non ama per nulla la costituzione. E’ capace di cavalcare e montarsi qualsiasi cosa, purché sia funzionale a delegittimare gli avversari e a tirar su consensi.

Grillo è una minaccia alla nostra Costituzione, almeno quanto chi vuole superare il bicameralismo perfetto, eccezione per cui siamo unici al mondo. Fa più paura chi vuole rompere con lo sdoppiamento dei lavori parlamentari o chi vuole abrogare l’articolo 67, base di qualsiasi democrazia liberale?

Pensate che sia esagerato considerarlo una minaccia? Delira di una democrazia senza partiti ed il suo marketing politico, in un paese così confuso e in crisi, senza più vere culture politiche di riferimento buca terribilmente. Specie dopo aver invaso i talk show sempre pronti a genuflettersi in nome dell’audience.

M5s è il secondo partito italiano, ha un finto statuto depositato al viminale che è carta straccia. Grillo può direzionare il “movimento” come vuole, ne è padrone assoluto nonché titolare del consenso popolare e degli asset strategici quali dati sensibili, brand, sistemi di voto e dell’unica piattaforma comunicativa. Domani lo sarà anche degli assistenti parlamentari, che per nuovo regolamento, insieme al gruppo comunicazione, saranno tutti nominati dal socio in affari Casaleggio. E in un paese dove la politica è diventata comunicazione, chi controlla la comunicazione detta la linea politica. Ormai può permettersi qualsiasi cosa senza colpo ferire, non incarna più una speranza, ma una fede.

Gioca tutte le sue carte sull’emotività promuovendo l’irrazionalità e l’assenza di un pensiero critico ed analitico. Parli di presidenzialismo? Golpe! Il premier è stato eletto dal Parlamento e non dai cittadini? Golpe! Rintronati dal blog ignorano che il presidenzialismo è proprio la scelta diretta del premier attraverso il voto dei cittadini. Delle due l’una. L’Italia che piaccia o no è una Repubblica parlamentare ed i governi si fanno a Roma, non col voto. Lord Blog lo sa, infatti il M5s è stata l’unica forza politica nel 2013 che ha chiesto il voto senza dichiarare, nel caso di vittoria, chi avrebbe fatto il premier (colmando furbescamente un loro evidente vuoto). Vera trasparenza verso gli elettori e grande coerenza. Gioca con l’incultura del suo popolo che da una parte strumentalmente difende la Costituzione, dall’altra inconsapevolmente lavora per stravolgerla.

Chissà se se ne renderanno conto gli insigni giuristi. Il tempo, come sempre, sarà giudice.

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