lunedì 26 maggio 2014

Le Europee e un commento particolare


Qualora qualcuno non se ne fosse accorto: ha vinto l'astensionismo.

Pensavo vincesse il PD, ma non mi aspettavo di certo questo scarto così grande. Aver superato il 40% con quasi il doppio dei voti rispetto al secondo schieramento mi sorprende. Renzi ha giocato la partita sul campo di Berlusconi e Grillo: quello delle parole forti, ma a differenza di loro ha tirato il freno a mano, il freno delle ingiurie e uscite sgradevoli, che sono sempre state il succo dei discorsi di Berlusconi e lo sono da qualche anno anche per Grillo.

Mi viene da pensare che... fra le persone che conosco personalmente (amici e conoscenti, ma anche contatti personali sui social network), dicevo: le stesse persone che si indignavano perché Berlusconi diceva: "Berlusconi: 'coglione' chi vota a sinistra. Prodi: 'E' in testa col 122%'
Ho troppa stima per l'intelligenza degli italiani per poter credere che siano in giro cosi' tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi", beh, le stesse persone oggi non si scandalizzano perché Grillo dice esattamente le stesse cose e anzi rincara la dose.
E' stata“



E' stata la campagna elettorale più becera da che mi ricordo, e non solo per l'elevata maleducazione dei discorsi in rete (orde di talebani che si massacrano di insulti, slogan e cazzate varie): da parte dei leader si è più azzannato l'avversario che spiegato i programmi, ecco cosa è successo. E in questa Italia in cui si vota tizio perché urla di più e fomenta le tue paure o si vota caio per non votare sempronio, mi si stringe il cuore a vedere ancora una volta che non si è davvero guardato alla cosa più importante: cosa fare in Europa.

Avete letto bene, e lo spiego meglio. Chi viene eletto in un paese UE va a rappresentare lo stesso al parlamento europeo, ma quello che va a fare a Bruxelles è anche e soprattutto lavorare in un parlamento EUROPEO, quindi per tutti i cittadini europei. La capacità di guardare oltre la lunghezza del proprio naso non è davvero italiana, o almeno lo è di pochi. Ragazzi... avevamo un leader (ok, non italiano - ma non è un caso, se ci pensate bene) dicevo avevamo un leader che non ha condanne, quindi con la fedina penale pulita, l'unico con un programma preciso per tutta l'Europa e non solo per il suo paese, l'unico che diceva di ridiscutere soprattutto gli accordi economici e sul Lavoro, sul Lavoro! E cosa facciamo? Gli diamo il 4% risicato? Tsipras, sì lui.

Che vergogna, che amarezza. Ah, tranquilli: Grillo non se ne va, fare soldi col blog quasi senza fatica è più vantaggioso che andare perennemente in tour.

In ogni caso, oggi Scanzi torna un attimo a fare il giornalista, dopo aver tirato la campagna elettorale a Grillo (come fa anche Travaglio - i cui DVD di Passaparola sono prodotti da Grillorama - e una parte del FQ) tira le somme su come è andata. Leggete con attenzione, soprattutto la parte evidenziata in blu.



Elezioni Europee – Il 2014 sta a Renzi come il 1994 a Berlusconi


di Andrea Scanzi

Ha stravinto Renzi, ha perso Grillo, è scomparso Berlusconi (e Alfano non è mai esistito). Ho aspettato i risultati definitivi prima di scrivere. Questo ritardo ha alimentato una babele monumentale di sfottò a mio danno nella notte: alcuni erano semplicemente meravigliosi e me li prendo tutti. Ho visto pure “Scanzi” tra i TT su Twitter e l’ego ha brindato: ulteriore prova che, ancora, il detto “mi si nota di più se non vengo” funziona. Per i renziani sono uno dei grandi sconfitti delle elezioni: troppo buoni. Prendo, incarto e porto a casa. Temo però di non contare così tanto, ragazzi. E poi avevo previsto tutto questo, dati causa e pretesto (cit). L’ordine d’arrivo non mi stupisce, e l’ho scritto più volte: chi davvero pensava tra i 5 Stelle che il sorpasso fosse possibile, usava droghe molto forti ma anche molto scadenti. Ogni tanto, di me, fidatevi. Qualche considerazione.

1) Renzi. Vittoria storica. Non ha vinto: ha stravinto. Lo immaginavo primo, attorno al 32, con 5 punti su M5S. E non ci voleva uno scienziato per intuirlo. L’evento pressoché imprevedibile non è la vittoria, scontata, ma la portata enorme della vittoria. Renzi ha addirittura sfondato il muro del 40%, doppiando i rivali. Un risultato epocale, che per sua sfortuna (unica) non coincide con un’elezione politica ma “soltanto” con una tornata europea. Il Pd ha preso più di 2 milioni di voti in più rispetto a un anno fa con Bersani. Il 2014 sta a Renzi come il 1994 a Berlusconi. Dominerà la scena politica per i prossimi vent’anni. E’ riuscito a stravincere nonostante le Picierno e le Bonafè: chapeau. E’ un nuovo Berlusconi se va male e un nuovo De Mita se va bene (?): perfetto, dunque, per dominare a lungo in Italia.
Se poi saprà stupire in positivo, meglio ancora. Dire che “ha vinto per gli 80 euro” è un mantra consolatorio (?) per i 5 Stelle, ma significa poco ed è molto riduttivo. Renzi ha stravinto per una serie di fattori, compreso l’imbarazzante consenso mediatico di cui gode, ma il primo motivo è legato al suo saper incarnare un cambiamento morbido e garbato, prossimo al gattopardismo: al suo essere scaltro e rassicurante. Renzi ha poi un merito: laddove in Europa dominano le derive destrorse, l’Italia ha lui. Se non è scemo, e non lo è, a breve fa saltare il banco, va al voto, prende una maggioranza bulgara e con un Parlamento ferocemente renziano fa tutte le riforme che vuole. Da ieri i Civati e Cuperlo contano ancora meno nel Pd, e se hanno un minimo di amor proprio vanno di corsa a dare una mano a Tsipras(o a chi ci sarà alle prossime politiche). Renzi è ormai un uomo solo al comando, circondato spesso – ahinoi – da arroganti e sprovveduti. Speriamo bene.
2) M5S. Il grande sconfitto. L’ho scritto mille volte, beccandomi gli insulti di tanti grillini, ma lo ripeto: in un paese tradizionalista e conservatore come l’Italia, un movimento così anomalo e di rottura che va stabilmente a due cifre (e la prima è un “2”) ha del miracoloso. Per dire: quando sono usciti gli exitpoll, che davano Renzi al 33 e M5S al 26.5, fossi stato in loro avrei firmato tutta la vita. E invece a molti sembrava poco. Mah. M5S, ogni tanto, dovrebbe essere realista, ma proprio non gli riesce. Ho anche scritto un anno fa che “il 25% non lo riprende neanche nei sogni hard”, ma ieri ipotizzavo comunque un 25-27%.
Non mi stupisce il secondo posto, e tutto sommato neanche il 21 scarso: mi stupisce il gap rispetto a Renzi. Nonostante i tre milioni di voti in meno rispetto al febbraio 2013, il risultato non è negativo in sé: a giugno 2013 era dato sotto al 20% e invece oggi è ormai seconda forza radicata: chi, 15 mesi fa, avrebbe detto che Di Battista sarebbe stato più forte di Berlusconi?
I problemi sono due. Il primo è la forbice sovrumana con Renzi: accettabile fino a 5, dolorosa attorno al 12 (due mesi fa si parlava di Renzi 34% e M5S al 22%), disastrosa con i quasi 20 punti attuali. Il secondo problema, forse ancora più grave, è la sopravvalutazione di se stessi. Perché insistere con ‘sto “vinciamonoi”? Perché credere ciecamente nel sorpasso (ma sorpasso de che?)? Perché dare quasi per certo il raggiungimento del 30% o giù di lì? Perché farsi così tanti autogol (“Se non vinco mi ritiro”, cit Grillo)? E’ ovvio che, giustamente, ora mezzo mondo li sfotte. E fa bene a sfottere.
Detta più chiaramente: numericamente è una sconfitta, ma visto le (folli) aspettative malamente alimentate è un’asfaltata. Non so da cosa sia dipesa tale sopravvalutazione: evidentemente i 5 Stelle si sono convinti che il mondo reale fosse la rete o la piazza piena. A furia di riempire piazze e collezionare “i like”, hanno forse dimenticato che l’Italia che vota è fatta anzitutto da chi in piazza non ci va mai e magari decide all’ultimo momento per chi votare. I milioni di indecisi, alla fine, li ha presi tutti Renzi. I militanti 5 Stelle sono più attivi di quelli del Pd, ma anche questa non è una novità: pure Luttazzi riempiva i teatri e Santoro faceva incetta di share, ma convincevano i già convinti e la maggioranza reale restava sempre di Berlusconi. Adottando un profilo più basso, oggi M5S avrebbe addirittura potuto sorridere, perché in Italia la norma è che vincano i Renzi e l’anomalia è che i Grillo vadano sopra il 10 (figurarsi il 20). Se però ripeti ogni istante “vinciamo noi”, poi ti demoliscono per forza.
A margine, ho due convinzioni che ai 5 Stelle piaceranno poco. La prima è che, per i 5 Stelle, essere secondi sia a tutt’oggi meglio che essere primi (a fare opposizione sono bravi, a governare non so). La seconda è che, nella più rosea delle aspettative, un paese governato da Renzi con il pungolo costante dei 5 Stelle è oggi il massimo a cui l’Italia può ambire. In ogni caso, M5S – se non vuole calare ulteriormente – deve farsi un bagno di umiltà e imparare dai troppi errori: qualcuno politico, molti strategici. I parlamentari bravi li hanno: vediamo come reagiranno.

3) Berlusconi. E’ politicamente finito: il berlusconismo no (anzi), lui sì. Anche se in qualsiasi altro paese oggi sarebbe al 5% e non sopra il 16%. Vedere i berlusconiani dire e scrivere che “tutto sommato è andata bene” è l’ulteriore comica del centrodestra: è andata bene sì, ma solo se le previsioni erano una tempesta di meteoriti sul cranio asfaltato di Silvio. Con Renzi al comando, Berlusconi non ha più senso. Se siete tristi, pensate a Gasparri e Santanché: vi tornerà il buonumore.

4) Lega. Avevo previsto, io come tanti, anche questo: quarta forza del paese e Salvini unico uomo di destra a poter ridere. Infatti. Ha fatto una campagna elettorale strepitosa, e lo dice uno che non lo condivide mai.

5) Alfano. Anche qui nulla di nuovo. NCD non esiste, è una categoria hegeliana dello spirito. Hanno più indagati che elettori. In tivù mi sono sentito dire da Lupi che avrebbero preso l’8%, e così pure la Lorenzin. A fatica hanno superato la soglia. Aiutateli.

6) Fratelli d’Italia. L’Italia non s’è desta.

7) Monti. Non esiste.

8) Tsipras. Credevo che non avrebbero superato lo sbarramento: di poco, una cosa tipo 3.5-3.8%. E invece, seppur di pochissimo, pare che mi sia sbagliato. E mi piace avere sbagliato.






1 commento:

  1. Interessante come sempre le tue osservazioni, ma vorrei segnalare che l'astensione è cresciuta i partiti invece no. Dunque il vero vincitore è sempre l'astensione con + del 42%... Ciò è indicativo del fatto che il M5S e gli altri gruppi politici non hanno fatto breccia nella gente e se andiamo a vedere il dato sardo è anche peggio. Quasi 6 sardi su 10 non hanno votato eppure paradossalmente ci troviamo con 3 europarlamentari (di cui uno del PD indagato per evasione fiscale - Soru). Meno male che senza alcun supporto mediatico-televisivo Tsipras è riuscito a raggiungere l'ingiusta soglia del 4% e perciò ha compiuto un piccolo-grande miracolo. Sono anche perfettamente d'accordo sull'importanza di un'opposizione valida a Renzi e sul ruolo del M5S.

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