giovedì 25 settembre 2014

Il Corriere su Renzi. Brevi riflessioni ad ampio respiro


Ho letto con interesse questo articolo apparso ieri sul Corriere. Mi ha sorpreso. Il Corriere mi sorprende sempre, perché non si capisce cosa ci sia dietro certe affermazioni. Si sta già scaricando Renzi? E' in corso un'offensiva che parte prima dalla stampa e poi esplode politicamente? Vedremo. Io ho sempre pensato che a tanti potentati politici del nostro paese convenga per il momento salire sula carro di Renzi: si resta lassù dove tutto conta e tutto si decide. Però siccome Renzi ama solo se stesso e ha la pretesa di avere sempre ragione (male invero duffusissimo) ora forse si cercherà di farlo cadere. L'avevo detto mesi fa, lo ripeto ora.

Nonostante questo però bisogna ammettere che molte cose scritte in questo articolo sono da condividere. Aggiungo alcune mie riflessioni. Renzi ha caricato a testa bassa i sindacati, con la stessa violenza verbale che avevamo già letto nelle aprole di Berlusconi tempo fa e Grillo più di recente. E' vero che Grillo oggi, dopo aver massacrato i sindacati, sta prendendo le loro parti, sta difendendo la CGIL e l'art.18, ma tutti sappiamo che lo fa per convenienza, la convenienza del Piazzista. Lo stesso piazzista che fa la corte a Bersani, Civati e quanti nel PD non possono sopportare Renzi, e ciò allo scopo di distruggere non solo Renzi ma anche il PD. Era un piazzista Berlusconi, lo è Grillo, il quale fra l'altro col suo corteggiare la minoranza PD mostra foprte debolezza. Lo è stato anche Renzi, ma non lo è più semplicemente perché ora decide lui, il giocattolo è suo e ne dispone a suo completo piacimento.

Che barbarie! La mia idea di Renzi è stata sempre pessima, e ogni giorno è rafforzata questa convinzione. Il fatto è che le alternative quasi non ci sono. Poveri noi.


IL NEMICO ALLO SPECCHIO 

Ferruccio De Bortoli


Devo essere sincero: Renzi non mi convince. Non tanto per le idee e il coraggio: apprezzabili, specie in materia di lavoro. Quanto per come gestisce il potere. Se vorrà veramente cambiare verso a questo Paese dovrà guardarsi dal più temibile dei suoi nemici: se stesso. Una personalità egocentrica è irrinunciabile per un leader. Quella del presidente del Consiglio è ipertrofica. Ora, avendo un uomo solo al comando del Paese (e del principale partito), senza veri rivali, la cosa non è irrilevante. Renzi ha energia leonina, tuttavia non può pensare di far tutto da solo. La sua squadra di governo è in qualche caso di una debolezza disarmante. Si faranno, si dice. Il sospetto diffuso è che alcuni ministri siano stati scelti per non far ombra al premier. La competenza appare un criterio secondario. L’esperienza un intralcio, non una necessità. Persino il ruolo del ministro dell’Economia, l’ottimo Padoan, è svilito dai troppi consulenti di Palazzo Chigi. Il dissenso (Delrio?) è guardato con sospetto.

L’irruenza può essere una virtù, scuote la palude, ma non sempre è preferibile alla saggezza negoziale. La muscolarità tradisce a volte la debolezza delle idee, la superficialità degli slogan. Un profluvio di tweet non annulla la fatica di scrivere un buon decreto. Circondarsi di forze giovanili è un grande merito. Lo è meno se la fedeltà (diversa dalla lealtà) fa premio sulla preparazione, sulla conoscenza dei dossier. E se addirittura a prevalere è la toscanità, il dubbio è fondato. L’oratoria del premier è straordinaria, nondimeno il fascino che emana stinge facilmente nel fastidio se la comunicazione, pur brillante, è fine a se stessa. Il marketing della politica se è sostanza è utile, se è solo cosmesi è dannoso. In Europa, meno inclini di noi a scambiare la simpatia e la parlantina per strumenti di governo, se ne sono già accorti. Le controfigure renziane abbondano anche nella nuova segreteria del Pd, quasi un partito personale, simile a quello del suo antico rivale, l’ex Cavaliere.

E qui sorge l’interrogativo più spinoso. Il patto del Nazareno finirà per eleggere anche il nuovo presidente della Repubblica, forse a inizio 2015. Sarebbe opportuno conoscerne tutti i reali contenuti. Liberandolo da vari sospetti (riguarda anche la Rai?) e, non ultimo, dallo stantio odore di massoneria. Auguriamo a Renzi di farcela e di correggere in corsa i propri errori. Non può fallire perché falliremmo anche noi. Un consiglio: quando si specchia al mattino, indossando una camicia bianca, pensi che dietro di lui c’è un Paese che non vuol rischiare di alzare nessuna bandiera straniera (leggi troika). E tantomeno quella bianca. Buon lavoro, di squadra.

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