venerdì 17 ottobre 2014

M5S: espulsione e lamentele. Il caso Marco Fabbri


In più di una occasione, amici che leggete il blog, ho stigmatizzato questa pratica "mista" delle espulsioni dal movimento cinque stelle. A volte è la lettera di un avvocato di Grillo, a volte invece una consultazione sul sito portata avanti con dubbia onestà morale (leggasi: Grillo accusa, non documenta, e non concede diritto di replica = esito scontato). E' successo ora col sindaco di Comacchio, tale sig. Marco Fabbri, il quale come altri prima di lui (e altri anche dopo, ne siamo certi) si lamenta dell'atteggiamento in stile fascista del Padrone del Marchio. Amen.

Mi rivolgo allora a Fabbri come a tutti quelli che si sono lamentati allo stesso modo, e gli dico: possibile che vi accorgete di questa cosa sempre e solo quando Grillo vi caccia (o vi fa cacciare)? Prima vi faceva comodo? L'esito di una riflessione attenta non può che portare a questo.

Ma c'è dell'altro. Fabbri punta il dito su Grillo, che quando è andato a Comacchio avrebbe mangiato gratis (leggete poi il post e vedrete che il linguaggio è ben pepato). Beh.... questo è vero: del resto è successo ogni volta che Grillo è venuto anche nella mia regione. Come è vero che ogni volta che c'è campagna elettorale da sostenere Grillo si fa ospitare dappertutto, col suo staff a seguito, mangia gratis ("per te Beppe, ci sarà sempre un pasto caldo", scriveva un tipo su facebook un anno fa, come se Grillo fosse un eremita morto di fame, quale non è). E la paradossale situazione del meeting a Roma #Italia5Stelle è stata la sublimazione: nel documento di richiesta dei versamenti (500K da raggiungere, solo 250K raggiunti, ma grazie al dirottamento dei fondi rimasti dalla campagna elettorale delle scorse europee) si chiedeva uno sforzo ulteriore per pagare a Grillo, Casaleggio e il loro staff viaggio, vitto e alloggio.

Bella la politica gratuita eh? Come i partiti: essi hanno il finanziamento pubblico nella forma dei rimborsi elettorali per organizzare quello che vogliono (quindi pagano i cittadini), il M5S ha il finanziamento diretto dei cittadini (unica differenza: non è coartato - ma è enorme). In ogni caso anche Grillo (come un Renzi o Berlusconi) non spende niente di proprio per nessun evento, e come gli altri ha tutto pagato. Non è quindi una grande differenza. Ma il tutto stride con tutti quelli che non sono potuti andare fino a Roma, soprattutto quanti da disoccupati hanno sì versato una quota per finanziare l'evento, ma non avevano il tanto per pagarsi viaggio, vitto e alloggio. Grillo c'è andato gratis, pagato da queste persone. Le quali sono tante, perché è soprattutto fra i disoccupati che attinge consensi e sostegno il M5S.

Ognuno la pensi come vuole. Leggete con attenzione la replica di Fabbri: essa spiega come a livello locale la politica si possa fare, e fare bene, usando il cervello e non lo stomaco. Leggetelo bene. Ah, ovviamente chi si dissocia dal pensiero unico viene subito massacrato dalla setta talebana.



'Deriva fascista', 'squadrista', 'senza coglioni' 
Il sindaco espulso dal M5S contro Beppe Grillo 'Deriva fascista', 'squadrista', 'senza coglioni'
Il sindaco espulso dal M5S contro Beppe Grillo

 

Il primo cittadino di Comacchio, allontanato dai pentastellati per essere stato eletto nella provincia di Ferrara, invia una durissima lettera all'ex comico. Difendendo la sua posizione e ataccando anche Casaleggio



Quella espulsione non l'ha presa per nulla bene. Marco Fabbri, sindaco 5 Stelle di Comacchio, è stato allontanato dal Movimento con un post sul blog ufficiale. "Si è candidato ed è stato eletto alleandosi con altri partiti alle elezioni provinciali", spiega un post scriptum sul blog, "Il M5S rifiuta per statuto la partecipazione alle elezioni provinciali e Fabbri, in quanto sindaco M5S, non poteva concorrere per altre cariche. La certificazione della lista di Comacchio è revocata".

Un allontanamento arrivato per via digitale e che ha scatenato la furiosa reazione di Fabbri. Proprio il politico ha consegnato al suo profilo Facebook una durissima lettera rivolta a Grillo e Casaleggio. Una missiva in cui Fabbri difende le sue scelte, spiega perché a suo giudizio è nel giusto e non risparmia accuse pesanti a chi dirige il Movimento.

"Amarezza, tanta amarezza, per una espulsione arrivata con metodologie squadriste, dove il dialogo democratico viene bandito e dove o si fa come vogliono loro oppure sei fuori", si legge nel post, "Io non so cosa ne pensino gli aderenti al Movimento, ma a mio avviso la deriva fascista che lo stesso sta assumendo ha connotati davvero preoccupanti".

Qui sotto la lettera integrale:


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